Individuato nuovo sistema solare con ben sei pianeti

Scoperto un nuovo sistema solare dal telescopio Kepler della Nasa, lanciato nello spazio per trovare nuovi pianeti al di là del sistema solare nel 2009. Pare disti 2000 anni luce dalla Terra e pare che due dei corpi celesti che ruotano intorno ad una stella simile al Sole siano composti da acqua.

La scoperta è stata realizzata da astronomi dell’University of California di Santa Cruz, i quali sono riusciti ad evidenziare la presenza di sei pianeti attorno alla stella, le loro rispettive orbite e le masse di ciascun pianeta. Sembrerebbe che cinque dei pianeti abbiano una massa compresa tra 2,3 e 13,5 volte quella della Terra e ruotino attorno all’astro principale in meno di 50 giorni. Quindi facendo un paragone, i cinque pianeti se fossero nel nostro sistema solare, si troverebbero posizionati tra il Sole e Mercurio. Il sesto pianeta invece si trova più lontano e ruota attorno alla stella in un periodo di circa 118 giorni. Il telescopio Kepler per la precisione, mette in luce la presenza di pianeti attorno ad una stella rilevando l’abbassamento di luminosità che questi pianeti producono ogni qual volta essi passano davanti ad essa e queste variazioni di luce risultano proporzionali alle dimensioni dell’oggetto, del singolo pianeta. Inoltre il tempo che intercorre tra una riduzione e l’altra, pare indichi il periodo di rivoluzione del singolo pianeta.

L’astrofisica Margherita Hack, ha dichiarato: “E’ una scoperta importante e molto interessante perché sappiamo molto poco su altri sistemi solari con pianeti relativamente piccoli, dalle dimensioni simili a quelle della Terra. Anche perché fino ad ora conosciamo molti pianeti extrasolari, ma scarseggiano le scoperte di pianeti simili alla Terra. Questo accade perché i pianeti che hanno dimensioni simili alla Terra sono piccoli e più difficili da scoprire. È molto interessante che questo sistema solare sia relativamente simile al nostro. Tuttavia la somiglianza vale soltanto per le dimensioni, perché cinque dei sei pianeti orbitano molto vicino alla loro stella e poiché quest’ultima é simile al Sole, i pianeti sono sicuramente troppo caldi per permettere l’esistenza di forme di vita. Per potersi sviluppare, la vita richiede molecole stabili, anche se molto diverse da quelle che sono alla base della vita come la conosciamo sulla Terra: sono necessarie molecole complesse, ma queste vengono dissociate dalla temperatura troppo alta. Nello spazio, andiamo a cercare una chimica della vita simile alla nostra perché gli elementi che la costituiscono sono i più diffusi nell’universo, come carbonio, acqua e ossigeno. Il che non significa che la vita non possa avere caratteristiche diverse da quelle che conosciamo. Abbiamo visto che possono esistere batteri che si nutrono di arsenico e non possiamo escludere che forme di vita molto semplici possano essere molto diverse”.

 

Fonte: corriere.it, lastampa.it, repubblica.it, ansa.it

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