Nuovo materiale sviluppato per proteggere i soldati

Presentata dalla multinazionale inglese Bae Systems, il secondo produttore mondiale di armamenti militari, Ultra Lightweight Warrior, il cosiddetto guerriero ultraleggero o Ulw, il progetto che prevede la riduzione del 35% del peso delle armature dei soldati, ad esempio ottimizzando l’utilizzo che viene fatto delle batterie che riforniscono le apparecchiature elettroniche. Il compito fondamentale viene svolto dai liquidi non newtoniani, ossia da quei fluidi che induriscono quando sono sottoposti ad una improvvisa pressione.

Ma come si ottiene tutto ciò?

Il liquido non newtoniano viene mescolato ad acqua con fecola di patate, fino ad ottenere una miscela che a riposo appare liquida, ma se agitata velocemente, anche con una semplice bacchetta, diventa dura.

Quello che ha fatto la Bae Systems, è quello di sviluppare un tessuto composto da kevlar e da un fluido non newtoniano per sviluppare un’armatura liquida, che si sostituirà ai giubbotti antiproiettile classici. Cioè un materiale che più velocemente viene colpito tanto più diventa duro e quindi, nel caso delle armature, quando il proiettile arriva ad una velocità molto alta, si irrigidisce rapidamente per assorbimento dell’energia d’impatto. La tecnologia comunque non interessa solo l’esercito e l’ambito militare, ma può anche essere utilizzata in contesti civili, come giubbotti per motociclisti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *