Ecco come funziona la termopompa che immagazzina calore da riutilizzare all’occorrenza

Avrebbe inventato una termopompa che combinata in un certo modo, sarebbe in grado di immagazzinare il calore durante l’estate per poi riutilizzarlo durante l’inverno, e a sviluppare questa tecnologia è stato il professor Hansjürg Leibundgut, specializzato in tecnica edilizia presso il dipartimento di architettura del Politecnico federale di Zurigo.

Si tratterebbe di una termopompa, composta da una sonda in grado di penetrare nel terreno fino a 400 metri di profondità, un livello dove la temperatura media (in questo caso quello della Svizzera, dove sono stati effettuati gli studi) si avvicina ai 20°C. Nella sonda scorre acqua che, in estate viene riscaldata dal calore che colpisce il tetto e che può raggiungere i 30°C grazie a dei pannelli fotovoltaici che producono elettricità e fungono da sistema di raffreddamento per l’acqua. L’acqua a sua volta scende nel sottosuolo e giorno dopo giorno lo scalda, fino a quando le rocce raggiungono una temperatura di 22°, due più del normale. Avvenuto ciò, il ciclo si inverte. In inverno, con il freddo quella stessa acqua risale in superficie alla temperatura di 22°, grazie al calore accumulato.

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