La Cina avrebbe sviluppato una tecnologia per riprocessare il carburante nucleare

Sviluppata nei laboratori cinesi, della China National Nuclear Corp nel deserto del Gobi, la nuova tecnologia per il riprocessamento del carburante nucleare, già utilizzato ed esaurito, con un sistema che potrebbe aiutare il paese a risolvere i problemi legati all’approvvigionamento dell’uranio.

Con questa scoperta, del tutto nuova e straordinaria, la Cina potrebbe utilizzare per altri 3000 anni le risorse di uranio già possedute (che potrebbero bastare solo per altri 50-70 anni), intorno a 171.400 tonnellate stoccate in otto province.

 

La Cina negli ultimi anni, ha investito moltissimo nell’esplorazione dell’uranio know-how e tecnologia di riciclaggio, per poter far fronte alle esigenze in rapida crescita della nazione ed aumentare il rapporto di energia nucleare nel mix consumo totale di energia.

L’annuncio dello sviluppo di questa nuova tecnologia, dopo decenni di sperimentazioni, è stato dato dalla televisione di Stato, ma senza offrire ulteriori dettagli tecnici. Il riprocessamento del combustibile è un sistema già conosciuto e praticato dall’industria nucleare occidentale; il 3-4% del combustibile usato una volta non si può più riutilizzare, il restante 96% viene riciclato.

I due principali siti europei di riprocessamento sono La Hague in Francia e Sellafield in Inghilterra.

 

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