Da domani addio alle buste in plastica, si al biodegradabile: ma come?

Aggiornamento: normativa per imballaggi biodegradabili-uni en 13432

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Da domani potremo dire addio alle buste di plastica per la spesa, spesso molto comode ma purtroppo nocive per l’ambiente. Il decreto milleproroghe ha infatti deciso la messa al bando degli shopper in plastica senza però indicare istruzioni precise. Per il futuro lasciando in una condizione di forte indecisione i consumatori e gli esercizi commerciali.

Il problema è che non esistono norme tecniche che specifichino cosa sia biodegradabile e cosa non lo sia e sulla possibilità di adoperare sacchetti di importazione, così come non sono specificate le sanzioni previste in caso di inadempienza.

Mancando i decreti applicativi e anche le sanzioni si tratta di avere una legge che dice “non puoi fare questo perché è illegale ma non so come ti multo” e ciò non è esattamente credibile.

Tuttavia, già prima del divieto ufficiale, le buste di plastica stavano già registrando un evidente calo nella diffusione e nell’uso; molte catene della grande distribuzione avevano iniziato a farne a meno già da mesi, distribuendo sacchetti in bio-plastica o mettendo in vendita borse di stoffa o tela, da poter utilizzare infinite volte.

Secondo un sondaggio di Legambiente, effettuato in 80 città del nostro Paese, gli italiani sono molto favorevoli a portare la spesa nei sacchi di tela o nelle sportine di stoffa perchè oltre ad avere un minor impatto ambientale, sono anche molto comode, più grandi e resistenti, soprattutto nei casi in cui si trasportano lattine di metallo e barattoli di vetro.

Comunque i cambio sarà graduale in quanto i supermercati hanno il diritto a smaltire le scorte. Con un dettaglio però, il supermercato di turno non ce li potrà far pagare più: la messa al bando riguarda anche la commercializzazione.

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