Dal decreto milleproroghe 100 milioni per la ricerca sulla SLA

Finalmente il tanto atteso decreto milleproroghe è stato approvato. Tra i provvedimenti principali c’è un investimento importante di 100 milioni destinati alla ricerca e all’assistenza dei malati di sclerosi laterale amiotrofica, tristemente nota anche con il nome di SLA o morbo di Lou Gehrig, (dal nome del giocatore statunitense di baseball che fu la prima vittima accertata di questa patologia). Questa è una patologia rara e, nella quasi totalità dei casi, sporadica. Si tratta di una malattia ad origine multifattoriale; attualmente le ipotesi più accreditate per spiegare la degenerazione neuronale sono due: un danno di tipo eccitotossico, dovuto ad un eccesso di Glutammato, e un danno di tipo ossidativo, dovuto ad uno squilibrio tra sostanze ossidanti e sostanze riducenti nel microambiente che circonda i motoneuroni colpiti. Putroppo non esiste attualmente una cura per questa malattia.
L’unico farmaco disponibile per la terapia della SLA e che ha dato qualche risultato confortante è il riluzolo. Questo farmaco interviene sul metabolismo del glutammato riducendone la disponibilità a livello delle sinapsi neuronali ma, purtroppo, anche se ha rappresentato un indubbio passo in avanti, rallenta solo di alcuni mesi la progressione della malattia ed ha scarsi effetti sul suo decorso.

Ci sono già alcuni studi in corso per questa malattia ma ora con i nuovi fondi si potrà avere una accelerazione magari decisiva per debellarla:

  1. Nel 2008 un studio ha mostrato che l’uso di Litio può rallentare notevolmente la progressione della SLA. Si tratta di uno studio guidato dall’Università di Pisa e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS [PNAS 105(6):2052-7]. Tuttavia, considerando il basso numero di pazienti inclusi nello studio, sono necessari ulteriori sperimentazioni per confermare l’efficacia del litio. A tale scopo è in corso in Italia uno studio multicentrico.
  2. I motoneuroni sembrano essere protetti dal fattore di crescita insulino-simile (IGF-1) e da proteine quali il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF). Il problema da risolvere è quello di trasferire queste molecole all’interno del sistema nervoso centrale.
  3. Il resveratrolo sembra in grado di proteggere i neuroni essendo in grado di stimolare la produzione di NAD, ed è in grado di superare la barriera ematoencefalica.
  4. Esperimenti svolti sui topi hanno confermato che le cellule staminali si spostano nella zona in cui si trovano i neuroni danneggiati.
  5. I filamenti di RNA possono ostacolare la produzione di proteine nocive nei neuroni e nelle cellule.

Seguiremo eventuali aggiornamenti.

Aggiornamento del 23/12/2010

http://www.tecnologiaericerca.com/2010/12/23/programma-iplextm-una-proteina-per-il-trattamento-della-sla/

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