Ricerca per sviluppare un pannello fotovoltaico funzionante (anche) al buio

Un team di ricercatori americani dell’Idaho National Laboratory negli Stati Uniti, studiando particolari sistemi di celle solari nanotecnologiche, hanno ipotizzato la possibilità che esse siano capaci di funzionare anche la notte.

Il modulo solare si basa su un principio semplicissimo: il più della metà dell’irradiazione proveniente dal sole si trova nello spettro dell’infrarosso e la sua energia durante il giorno viene assorbita dalla superficie terrestre, mentre di notte viene rilasciata sotto forma di calore. I prototipi ipotizzati dal gruppo, hanno caratteristiche completamente differenti dai classici moduli che producono energia assorbendo fotoni e rilasciando elettroni; in realtà questi sarebbero capaci di catturare l’energia con delle piccolissime antenne che, colpite dalla radiazione infrarossa, entrano in risonanza generando corrente alternata. Purtroppo però la corrente che viene generata da queste antenne avrebbe una frequenza altissima, tanto che per essere utilizzata bisogna stabilizzarla e raddrizzarla, trasformandola cioè in corrente continua, grazie a speciali diodi sviluppati dall’Università del Colorado. Inoltre le antenne per catturare le onde dell’infrarosso dovrebbero avere una lunghezza variabile da qualche millimetro a pochi nanometri e al momento il team americano è in grado di produrre antenne che funzionano solo ai margini dello spettro IR.

I ricercatori sono comunque fiduciosi della possibilità di eliminare questi limiti in pochi mesi e che già a partire dal 2011 possa essere presentato il primo prototipo di questa particolare tecnologia. I test effettuati fino ad ora hanno dimostrato che le celle all’infrarosso hanno un’efficienza del 46% rispetto al 25% delle celle fotovoltaiche in silicio tradizionali. Non richiedendo un’esposizione e un’inclinazione specifica e dovrebbero presentare meno problemi di installazione e utilizzo.

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