Lanciato in orbita Cosmo Sky-Med, un satellite tutto italiano utilizzato per monitorare i siti archeologici dell’area del Mediterraneo

Messo in orbita l’ultimo satellite della costellazione Cosmo Sky-Med. Progettati e finanziati dall’Italia, sono rivolti principalmente all’osservazione dell’area del Mediterraneo (“Med” in realtà è un sinonimo di “Mediterraneo”) dove si trova la più alta densità di siti archeologici del mondo. Dotato di sensori attivi ad alta risoluzione, capaci di misurare la radiazione riflessa da loro stessi emessa, a differenza di quelli passivi che registrano invece la radiazione emessa dal sole. Questa modalità consente ad esempio di continuare a monitorare la zona di destinazione in qualsiasi condizione, giorno, notte o con qualsiasi copertura nuvolosa.

Il metodo sviluppato nel progetto HORUS, Heritage Observation and Retrieval Under Sand e finanziato dall’ESA, utilizza tecniche di rilevazione di forma su immagini satellitari confrontate in un ambiente GIS. Grazie a questi satelliti si può effettuare un monitoraggio automatico e l’identificazione di siti archeologici perduti o ancora da scoprire, permettono una risoluzione spaziale anche al di sotto del metro.

Come funziona questo metodo:

  • si pre-trattano i dati disponibili dai diversi satelliti dopo aver ricavato la forma della struttura di interesse archeologico da mappe storiche;
  • viene applicato un algoritmo di rilevamento di forme all’immagine satellitare, in modo da produrre una detection image capace di identificare l’ubicazione più probabile della struttura archeologica di interesse;
  • si ottengono una serie di dati GIS assemblati su differenti layers che verranno trasformati in uno stesso sistema geografico di riferimento.

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