Ecco come funzionano i navigatori Gps che segnalano la presenza degli autovelox

Sono diventati diffusissimi le tecnologie di rilevamento della posizione degli autovelox e dei tutor sulle strade, che con un semplicissimo allarme ci avvisa che la nostra velocità è eccessiva. L’autovelox viene considerato dal software del navigatore come un “punto di interesse”, una coordinata geografica, lo riconosce nella sua ubicazione sulla strada e comunica la sua presenza. Con il tempo i Pnd, i personal navigation device, si sono evoluti, hanno ampliato i loro database ed ora sono capaci di segnalare le porte dei tutor, i semafori intelligenti e gli autovelox mobili.

Questi sistemi, utilizzabili in Italia e in molti paesi della Ue ma non in Svizzera, sono basati su database di punti geografici e sono legali in quanto si tratta di semplici apparati di registrazione di posizioni pubbliche, ritenuti un modo per ridurre i rischi sulle strade. Ma in Italia sono comunque vietati (secondo l’art. 45, comma 9 bis del Codice della strada) i dispositivi Avx che rilevano fisicamente la presenza di autovelox intercettandone i segnali emessi o che interferiscono con il buon funzionamento degli apparati.

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