Addio alla cartella clinica, useremo l’Ipad

Molto presto diremo addio alla cartella clinica, ai viaggi avanti e indietro in archivio per recuperarla e portarla al medico che la deve usare, alla necessita’ di prendere appunti a mano al letto del paziente durante le visite in reparto: l’iPad e’ arrivato in corsia al Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma e potrebbe mandare in pensione la carta per riportare e aggiornare la storia clinica del paziente, dal ricovero alle dimissioni.

il Policlinico ha deciso di mandare progressivamente in pensione questo vetusto modo di seguire l’iter sanitario dei pazienti e di adottare un nuovo assistente elettronico, l’ormai famosissimo tablet Apple iPad, in grado di dialogare direttamente con il server centrale della struttura ospedaliera per consultare o aggiornare le cartelle cliniche anche quando i medici stanno visitando i pazienti.

Il progetto SiPad permette di avere un iPad Apple in corsia al posto della tradizionale cartella clinica, così da avere lo storico aggiornato in tempo reale delle patologie del paziente, e tramite l’ausilio di grafici, l’andamento di alcune patologie o semplicemente le analisi del paziente. Il progetto SiPad permetterà al dottore di avere uno strumento che in tempo reale lo terrà aggiornato sullo stato di salute del paziente (ed in più non si avrà più bisogno di ricercare le vecchie cartelle riportanti le patologie passate del paziente, in quanto tutto verrebbe caricato al momento della ricerca). Si avrà la possibilità di controllare l’esito delle TAC e poterle vedere direttamente sul display, oppure di qualsiasi tipo di lastra, risonanza ecc. Potrà così in futuro quando entrerà nella stanza del malato venire aggiornato su quali patologie incorrono al momento e in tempo reale avrà un flusso di dati che lo informeranno sul risultato delle analisi per esempio o sul monitoring fino a quel momento.
Naturalmente ci si trova ancora in una fase sperimentale (sono stati consegnati appena 20 iPad), ma è un segnale importante su come si voglia comunque dare una sterzata ai vecchi metodi di gestione della sanità.
“Da quando abbiamo distribuito i primi iPad, viaggiamo alla media di 1000 accessi giornalieri”, ha spiegato Giovanni Scavino, responsabile del Sistema Informativo del Gemelli.
“Piuttosto che acquistare altri PC statici, preferiamo utilizzare il dispositivo della Apple, che è in grado di sfruttare ottimamente la rete wireless già presente all’interno dell’ospedale e permette al personale di aggiornare più velocemente le cartelle cliniche dei pazienti”, ha aggiunto Scavino.

Al Policlinico Gemelli, ha spiegato Ferrara, si registrano oltre 35 mila accessi al sistema informatico ogni ora, a oggi sono gia’ informatizzati il ciclo del ricovero, dalla lista di attesa, all’accettazione, alla degenza, alla dimissione, la prenotazione e programmazione delle prestazioni ambulatoriali, la gestione delle impegnative e della cassa, la richiesta, programmazione ed esecuzione delle prestazioni ai pazienti ricoverati (radiologia, laboratori, cardiologia, etc.), le attivita’ infermieristiche in reparto (consegne, gestione letti, peso assistenziale, etc.), la gestione “paperless” dei referti, firmati con firma digitale e inviati ai reparti in forma digitale, la gestione “filmless” delle immagini radiologiche e la visualizzazione dai reparti, le attivita’ dei laboratori, della radiologia e delle sale operatorie, la gestione del rischio clinico, con il braccialetto identificativo per ogni paziente in modo da evitare il rischio di errori di persona; il prelievo “personalizzato” con l’identificazione certa del paziente e della provetta; la gestione delle cartelle cliniche (anamnesi, diario clinico, lettera di dimissione, referti specialistici, etc

L’utilizzo di dispositivi mobili comporta un aumento di efficienza e una riduzione dei costi. In un ospedale e’ molto poco il lavoro che si fa “seduti a una scrivania”. L’utilizzo di dispositivi mobili puo’ aiutare molto verso l’obiettivo di una cartella clinica completamente paperless e sempre a disposizione del medico ovunque si trovi.

Ci complimentiamo con gli inventori per questa geniale e utilissima innovazione.

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