Justine Rattner pensa allo sviluppo di computer capaci di trasformarsi in “personal assistant”

Justin Rattner, direttore degli Intel Labs e Chief Technology Officer (nonché Vice President e Senior Fellow) del gigante dei processori californiano, crede fermamente che in un prossimo futuro, i computer diventino dei “personal assistant”, capaci di riconoscere il contesto e dar vita ad una nuova e del tutto innovativa interazione fra uomo e macchina. La sua visione riguarda soprattutto lo sviluppo di tre punti fondamentali: maggiore potenza di elaborazione a bordo di computer e device mobili, avanzate opzioni di connettività wireless e innovative funzionalità per il rilevamento.

Il desiderio, in questo modo, è di dar vita a dispositivi capaci di riconoscere il contesto, capaci di anticipare le esigenze degli utenti e fornire loro, in modo periodico, indicazioni e suggerimenti personali e su misura durante la giornata, trasformandosi in un “personal assistant”. I computer saranno sempre più una sorta di “assistenti personali”, capace di fornire consigli di interagire con i Pva (Personal Vacation Assistano), cioè sistemi basati su diverse fonti di contesto e installabili in un tablet o in un device collegato ad Internet. Sistemi che supporteranno con informazioni in tempo reale l’utente. Per questo, secondo Rattner, i pc di domani saranno equipaggiati con diversi sensori, hardware e software, che andranno ben oltre le capacità offerte dalle applicazioni basate su sensori oggi disponibili.

È questa la frontiera che può raggiungere la tecnologia con il riconoscimento del contesto. Rattner è dell’idea che dopo la tecnologia touch, saranno il 3D e i sistemi plug and play per il riconoscimento emozionale la vera rivoluzione dei prossimi anni.

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