Dall’Enea un nuovo innovativo sistema di monitoraggio dell’inquinamento

Scoperto e realizzato dall’Enea, in partnership con 6 università di Italia, Usa, Russia e Finlandia, un nuovo sistema per monitorare l’inquinamento dell’aria che respiriamo. Si tratta di un sistema complesso, sperimentato per 4 anni in Molise e basato su un mix di sofisticati strumenti tecnologici tra cui un ‘cielometro’ (nefoipsometro), che studia lo ‘scenario meteodiffusivo’ di un sito geografico. Il sistema misura cioé le interazioni fra le emissioni di inquinanti ed i fattori meteo-climatici locali. Installato nella Valle del Biferno, nel polo industriale di Termoli, il sistema ha così rilevato che il 40% dell’inquinamento dell’area arriva dalle industrie mentre il 60% da altre fonti come auto, riscaldamento nelle case o cantieri per le infrastrutture.
Per arrivare a questo dato, il sistema ha integrato le classiche ‘centraline’ che misurano gli inquinanti alla fonte con la misurazione dei venti e del Pbl (Planetary Boundary Layer), una sorta di ‘coperchio’ naturale che cambia di luogo in luogo e di stagione in stagione, e che, per questo, se è più basso trattiene gli inquinanti al suolo, se è più alto consente invece di avere un’aria più pulita. Secondo, quindi, i ricercatori dell’Enea, e degli atenei La Sapienza di Roma, del Salento, di Phoenix, di Notre Dame University, di Helsinki e di San Pietroburgo, “i movimenti complessi che avvengono in atmosfera sono una delle cause più importanti del fenomeno della dispersione degli inquinanti”.
“Non sempre il tasso di inquinamento è più alto perché aumentano le emissioni per esempio da un’industria, piuttosto sono i fattori meteo a determinare una maggiore concentrazione di inquinanti nell’aria, a determinare un’aria più ‘sporca’, in quel preciso luogo. E questo cambia l’ottica con cui guardare alla qualità dell’aria” ha spiegato la ricercatrice dell’Enea, Maria Cristina Mammarella, Responsabile Scientifico del sistema di cui è Capo progetto Enea Giovanni Grandolini. Il rivoluzionario sistema dell’Enea, è stato presentato oggi a Roma, al Palazzo dell’Informazione del Gruppo Gmc-Adnkronos, dal Commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, alla presenza del governatore del Molise, Michele Iorio, e del Direttore generale per la Salvaguardia ambientale e Divisione Via del ministero dell’Ambiente, Mariano Grillo.
La sperimentazione in Molise del nuovo sistema di gestione dell’inquinamento dell’aria è stata promossa dal Consib, il Consorzio per lo sviluppo Industriale della Valle del Biferno, e attuato dall’Enea con la partnership delle sei università italiane e straniere che hanno partecipato allo studio. Al progetto hanno preso parte anche il Finnish Meteorological Institute (Fmi) e l’Arpa Molise. “Il Molise è stato un sito geografico particolarmente idoneo a sperimentare questo nuovo sistema, è stato come un laboratorio a cielo aperto per quattro anni” ha sottolineato Mammarella, parlando con i giornalisti a margine del convegno. E con questo nuovo sistema scientifico si potrebbero rivedere anche le modalità di rilevamento dell’inquinamento nell’aria.
“I fattori meteorologici influenzano il tasso di inquinamento ben più della fonte di emissione di inquinanti. Quindi il parametro con cui monitorare l’inquinamento non è uguale per tutti i luoghi. Anche le centraline e forse le leggi che le regolano sono soggette al Pbl secondo lo studio condotto in Molise” ha spiegato ancora Mammarella. “L’inquinamento -ha aggiunto la scienziata dell’Enea- ha due fatttori importanti: la chimica e la fisica dell’atmosfera, cioè il movimento delle masse d’aria, quelle che hano portato fin in Europa l’inquinamento prodotto dal disastro di Chernobyl”. “Per monitorare l’inquinamento in un’area geografica -ha detto ancora- bisogna quindi sapere dove vanno gli inquinanti. Questo è un punto cruciale”.
“Il Pbl nasce e muore, non è fisso, in certi momenti è più basso sulle città, poi si può rompere, o può salire a 60 metri o a 2 km sopra le città, in questo caso l’aria è più pulita. Bisogna monitorare il Pbl in ogni luogo e nelle diverse stagioni” ha detto ancora Mammarella sottolineando che per monitorare l’inquinamento in una città come Roma sarebbe sufficiente un solo ‘cielometro’ come quello usato in Molise. “”Questo sistema è un sistema perimentale e non teorico” ha sottolineato il Commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, aggiungendo che con studi come questo “l’Enea si conferma un’Agenzia a supporto dell’innovazione del nostro Paese”.(fonte adnkronos)

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