Funziona il Progetto Riccardo contro le emergenze da contaminazioni chimiche e gli atti terroristici

E’ sembrata una vera e propria emergenza da contaminazione chimica, seguita da un eccellente lavoro di contenimento del rischio a Latina. In realta’ si e’ trattata di una megasimulazione servita a dimostrare l’efficacia del ‘Protocollo Riccardo’, messo a punto da Luciano Ridolfi, rettore dell’Universita’ Giovanni Paolo I, per gestore allarmi simili. Il “Progetto Riccardo”, ideato dal Prof. Luciano Ridolfi, raccolto in un’unica pubblicazione, iscritta nell’Albo delle Opere Protette della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è un documento che racchiude il frutto di oltre dieci anni di duro ed intenso lavoro in ambito progettuale, didattico, operativo sanitario e di ricerca farmacologica e tecnologica nell’ambito della Difesa Sanitaria Civile NBCR . Il Progetto che spazia dalla fisica nucleare alla biologia molecolare, dalla chimica alla farmacologia, dalla meteorologia alla psicologia applicata, ha ricevuto negli ultimi anni, una serie importantissima di riconoscimenti e validazioni.

Nel 2003, l’OPCW, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, esaminato il Protocollo ed avendolo ritenuto: “…una risorsa di valore non solo per lo Staff dell’OPCW ma per quelli di tutti gli Stati Membri…”, chiese formalmente al Prof. Luciano Ridolfi di mettere il “Progetto RICCARDO” a disposizione della Comunità Medica Mondiale. Il Protocollo, nel 2006 e 2007 venne valutato e testato anche con l’FRDP, il Fire Rescue Development Program, i “Vigili del Fuoco” dell’ONU. Nel 2007, il Console Generale di Malta formalizza al Prof. Luciano Ridolfi la candidatura al Premio Nobel per quanto realizzato in favore dell’umanità. Sempre nel 2007, per le fatiche del Progetto RICCARDO, il Prof. Ridolfi riceve dall’Infante di Spagna le insegne di Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Sempre nello stesso anno, Julia Hasler, Programme Specialist Division of Basic and Engineering Sciences dell’UNESCO, nel ringraziare il Prof. Luciano Ridolfi per il suo impegno in favore dell’umanità, lo invita ad inviare il Progetto “RICCARDO” all’UN Office for Coordination of Humanitarian Affairs.

Numerosi i consensi in campo internazionale, dunque, compresa, nel 2008, la nomina del Prof. Luciano Ridolfi a Membro del Comitato Scientifico e Presidente della Commissione Internazionale per la Sicurezza Ambientaledalla Venice Lagoon Foundation della Minnesota University – Minneapolis – USA per il particolare contributo fornito alla ricerca e sviluppo di sistemi di decontaminazione, bonifica e mantenimento delle acque di Venezia e di altri bacini idrici di rilevante importanza internazionale.

Nel 2008 la stessa NATO sta facendo del Protocollo una propria Policy interna, disponendo l’emanazione di specifiche direttive.

Nel corso della simulazione per estare l’efficacia del protocollo e’ stato inscenato lo sversamento da una cisterna che trasportava tricloruro di fosforo, una sostanza chimica altamente tossica e precursore dei gas nervini impiegati alla metropolitana di Tokyo, che ha fintamente contaminato l’area aeroportuale ‘Enrico Cumani’ di Latina e dei civili sostituiti da manichini. E’ stato il banco di prova dell’unico corso di difesa sanitaria civile NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico, Radioattivo) che si e’ concluso oggi al 70esimo Stormo ‘Giulio Cesare Graziani’ di Latina. Al corso hanno preso parte infermieri della Misericordie, agenti della Polizia stradale di Latina, ufficiali del 70esimo Stormo e operatori del 118. Gli istruttori dell’unica Scuola Difesa Sanitaria Civile NBCR hanno istruito i partecipanti a mettere in pratica il ‘Protocollo Riccardo’, un vero e proprio ‘manuale d’istruzione’ standardizzato in grado di trasformare una gravissima contaminazione, provocata da attentati terroristici o da incidenti industriali, in un incidente facilmente gestibile dai mezzi di soccorso ordinari. ”Questo protocollo – ha spiegato il rettore Ridolfi – puo’ essere molto utile in caso di attentati terroristici, ma soprattutto puo’ essere uno strumento indispensabile per scongiurare il rischio strage in eventuali incidenti che possono coinvolgere raffinerie, centrali nucleari, industrie chimiche, laboratori di ricerca biologici”. ”Il Progetto Riccardo – ha detto Lodovico Pietrosanti, Direttore del Dipartimento di Difesa Sanitaria Civile NBCR – puo’ essere considerato dalle aziende che lavorano con sostanze contaminanti come un’assicurazione contro l’emergenza”. Seguendo un protocollo standard , che sfrutta un linguaggio comune, il coordinamento dei soccorsi funziona anche quando vede coinvolti nell’emergenza piu’ paesi.

”Pensiamo all’utilita’ che puo’ avere questo protocollo in caso di incidente in una delle nove centrali situate ai confini del nostro paese”, ha aggiunto il Antonio Grossi, Direttore dell’omonima Scuola. Grazie al protocollo ‘Riccardo’ e’ possibile superare la situazione d’emergenza e scongiurare una contaminazione di massa utilizzando pochi uomini e pochi mezzi.

E’ dunque un sistema che tutto il mondo ci invidia e di cui ne andiamo fieri.