Fibra ibrida a tre fonti per alimentare telefonini con le vibrazioni e le radiazioni solari

E’ un prototipo dell’università inglese di Bolton ed è in grado di utilizzare attraverso una fibra ibrida tre fonti (solare, eolica e della pioggia) per alimentare i dispositivi portatili. Impiega materiali fotovoltaici e piezoelettrici (il “pzt”, piombo zirconato titanato) che convertono le vibrazioni in energia elettrica: può generare fino a un watt per una superficie di materiale 20×20 centimetri.

Al momento il dispositivo è ancora un prototipo ma nei prossimi anni potrà sicuramente fornire energia ai nostri gadget portatili, dal cellulare al netbook, dagli ormai osannati tablet ai lettori mp3.

Il progetto riceverà finanziamenti per un miliardo di sterline (circa 1,1 miliardi di euro) dal “Knowledge Centre for Materials Chemistry”, un centro di ricerca multidisciplinare per studi avanzati sui materiali.  Nokia, per esempio, ha presentato di recente un brevetto per un sistema piezoelettrico che aiuta a allungare l’autonomia di un cellulare: le vibrazioni generate durante il trasporto vengono convertite in corrente elettrica, come accade con alcuni modelli di orologi da polso. Sono dispositivi per l’“energy harvesting”, la “raccolta” (harvest, in inglese, significa mietere) di energia dall’ambienteTra i pionieri nel finanziamento e nello sviluppo di applicazioni commerciali, Boeing, Powercast, Advanced Cerametrics.

Le nanotecnologie promettono di costruire batterie grandi quanto un granello di polvere nei prossimi mesi. Un valido suggerimento viene da un’azienda italiana, la Wisepower, fondata dal laboratorio Nips (Noise in physical system) dell’Università di Perugia, che prevede di lanciare a breve un prototipo simile ma su scala centimetrica entro l’anno.

La tecnologia, già brevettata, utilizza piccole barre con un magnete ad un’estremità: semplificando, sono simili a trampolini. Oscillano se colpite da vibrazioni, ma non ritornano in posizione orizzontale per l’azione di un altro magnete sullo stesso piano della barra. “Sono due le principali linee di ricerca: l’innovazione dei materiali con maggiore potere piezoelettrico e lo studio delle proprietà dinamiche”, osserva Luca Gammaitoni, amministratore delegato di Wisepower e direttore del Nips.

Lo spin-off Wisepower diretto dal professor Luca Gammaitoni dell’Ateneo perugino è stato infatti selezionato dal Ministero per la pubblica amministrazione e innovazione fra le migliori eccellenze che rappresenteranno l’Italia dell’ innovazione scientifica e tecnologica all’Esposizione Universale inaugurata da pochi giorni a Shanghai.

Oltre ad essere l’unico spin-off universitario umbro scelto secondo criteri di “originalità e spettacolarità”, “stadio di sviluppo dell’innovazione”, “prospettive di utilizzo economico o sociale”, la società Wisepower è una delle 265 eccellenze italiane che dal 24 luglio al 7 agosto saranno rappresentate nel padiglione italiano a Shanghai nello spazio “Italia degli innovatori”.
Nata nel 2007 Wisepower è un’azienda che sviluppa tecnologie per convertire le vibrazioni presenti ovunque nel nostro ambiente in energia elettrica con sistemi che ottimizzano la resa e le dimensioni degli apparati. Due sono le caratteristiche di eccellenza dei generatori ideati dalla Wisepower srl : l’efficienza con la quale si riesce a produrre elettricità trasformando l’energia vibrazionale presente nell’ambiente e le dimensioni dei generatori che vanno da un centimetro fino a pochi micron, giusto lo spessore di un capello. Grazie a queste due caratteristiche i generatori ecologici di elettricità che Wisepower sta sviluppando saranno in grado di alimentare microsensori wireless per il monitoraggio della stabilità strutturale di abitazioni, ponti, monumenti e ambienti naturali, potranno trasmettere dati ad una centrale a distanza e potranno essere utilizzati anche per il controllo della salute di persone e animali.
“Wisepower è un brillante esempio di come ricerca di base e spirito imprenditoriale possano combinarsi per rispondere ad alcune delle urgenze più pressanti della società contemporanea come l’approvvigionamento di energia attraverso soluzioni eco-compatibili – spiega il professor Gammaitoni -. I generatori ideati dalla Wisepower permetteranno di produrre micro energie dove e quando servirà ai sensori, inoltre non dovranno essere sostituiti risolvendo in questo modo i problemi di smaltimento di metalli pesanti attualmente utilizzati per le batterie, permetteranno infine di scoprire alcuni nei meccanismi fisici di base del nano mondo. Come le macchine a vapore della rivoluzione industriale così i generatori Wisepower – conclude il docente perugino – permetteranno di essere fra i protagonisti della rivoluzione industriale prossima ventura: quella delle macchine del nano mondo”.

1 comment for “Fibra ibrida a tre fonti per alimentare telefonini con le vibrazioni e le radiazioni solari

  1. 2013-08-17 at 19:50

    Quando si parla di prototipi solitamente si deve attendere un bel po’. Tuttavia quello descritto in questo articolo sembra davvero interessante. Soprattutto perché porta tutto questo grande vantaggio. Speriamo di averlo presto sul mercato.

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