Anche Telecom nel Laboratorio Smart Cities, per le città ecosostenibili e intelligenti

ANCI e Telecom Italia hanno siglato nei giorni scorsi, alla presenza di Sergio Chiamparino, Presidente ANCI, e Gabriele Galateri di Genola, Presidente Telecom Italia, un Protocollo di Intesa per l’avvio del “Laboratorio Smart Cities”. La firma del Presidente Anci Sergio Chiamparino, alla presenza del sindaco Roberto Reggi, è avvenuta nell’ambito della XVII assemblea nazionale dell’Associazione dei Comuni Italiani, in corso in questi giorni a Padova.  L’iniziativa consentirà di definire modelli di “Città intelligenti” attraverso lo sviluppo di servizi digitali innovativi in grado di migliorare settori-chiave per i Comuni quali l’efficienza energetica, il monitoraggio ambientale, la comunicazione ai cittadini e la promozione turistica

E’ stato lo stesso Chiamparino a sottolineare come “il progetto Smart Cities, promosso insieme con Telecom, sarà un laboratorio che coinvolgerà inizialmente i Comuni di Piacenza e Prato” con l’obiettivo di “individuare le infrastrutture di rete di pubblici servizi, a partire da quelle dell’illuminazione pubblica, corredandole con sensori e collegandole alle reti di telecomunicazioni”. Il risultato – conclude il Presidente Anci – sarà “un miglioramento dell’efficienza nell’erogazione dei servizi tradizionali, con significativi risparmi, e la possibilità di erogare servizi innovativi”.

Le città intelligenti sono caratterizzate da una distribuzione razionale dell’energia e utilizzano reti elettriche attive MT: queste smart-grids cominciano a diffondersi anche in Italia. Tra i primi comuni coinvolti nell’iniziativa ci sono dunque Piacenza e Prato: il Laboratorio Smart Cities avrà il compito di sviluppare strategie d’intervento volte a migliorare l’efficienza energetica, il monitoraggio ambientale, adottare soluzioni che si integrano nel contesto urbano, realizzare linee guida per modelli di città sostenibili.

Telecom farà da partner tecnologico fornendo il know-how del centro di ricerca TILab e dello Smart Services Cooperation Lab: si lavorerà sulle infrastrutture affinchè si realizzino sistemi di comunicazione per i cittadini con condivisione di connettività nelle aree pubbliche, sistemi di videosorveglianza e miglioramento della mobilità, telerilevamento per aumentare l’efficienza energetica.

Nell’ottica di un nuovo modo di intendere le città, Piacenza ed altri comuni hanno già avviato programmi per trasformarsi in smart city attraverso la riduzione delle emissioni di CO2, l’implementazione del trasporto in ferro, l’efficienza energetica. Si parte spesso dalle abitazioni: sempre Telecom lanciò circa un anno fa il progetto Energy@Home per sviluppare elettrodomestici intelligenti in grado di autogestirsi per regolare i consumi dell’energia dell’intera casa inviandosi tra loro informazioni e scambiandole con la rete elettrica grazie a tecnologie wireless come Zigbee.
In particolare, il Laboratorio consentirà di individuare come le infrastrutture di rete di pubblici servizi, a partire da quelle dell’illuminazione pubblica, una volta corredate da sensori e collegate alle reti di telecomunicazioni, possano far conseguire ai Comuni un miglioramento dell’efficienza nell’erogazione dei servizi tradizionali, con significativi risparmi nella gestione degli stessi, e consentire l’erogazione di servizi innovativi per la collettività.

Le prime aree di intervento individuate e sulle quali si concentreranno inizialmente le attività del “Laboratorio Smart Cities” sono, per il Comune di Piacenza, quelle relative alla comunicazione ai cittadini, con soluzioni di connettività negli spazi pubblici, al monitoraggio della mobilità e dei parcheggi, e alla videosorveglianza; per il Comune di Prato, nell’ambito della sicurezza, verranno individuate soluzioni progettuali per la videosorveglianza, il telerilevamento di eventi critici per la comunità e l’efficienza energetica.
Dal telefono ecologico Eco al contatore elettronico intelligente di Enel sono solo alcuni degli esempi possibili nelle città del futuro: non ci sono Smart Cities ovviamente senza reti Smart Grid capillari e senza produzione di energia da fonti rinnovabili delle quali è già possibile monitorare e integrare la distribuzione in bassa e media tensione. Sempre ENEL, presente sull’85% circa del territorio italiano, ha un progetto per la realizzazione di Smart Cities nei comuni italiani creando una rete che si componga di tante piccole reti che siano in grado di abbattere la distanza tra produttori e consumatori di energia gestendo meglio i picchi di energia, riducendo il carico se necessario, evitando interruzioni grazie allo scambio di informazioni riguardo i flussi di energia.

Secondo il World Economic Forum tra i Paesi che investono di più nelle smart grid al primo posto non ci sono più gli Stati Uniti ma c’è la Cina con $7,09 miliardi di dollari mentre seguono Usa, Giappone e Sud Corea: in quest’ultima, dove ENEL ha stipulato accordi con la Korean Electric Power Corporation (Kepco), ci sono già progetti per lo stoccaggio della CO2 e per le smart grid. In Tunisia invece ci sono già 8 città intelligenti mentre negli gli Emirati Arabi Uniti sta sorgendo Masdar City: secondo i piani di Abu Dhabi Energy Company sarà una città completamente a emissioni zero, uno dei progetti più avanzati riguardo la clean tech. Il primo Smart Grid International Forum che si terrà a fine mese a Roma sarà certamente una occasione per comprendere come potrebbero funzionare questi modelli in Italia e osservare da vicino il settore delle Smart Cities che con il mercato delle Smart Grid dal 2011 al 2105 supererà i 186 miliardi di dollari.
Le prime municipalità a entrare nel progetto saranno il Comune di Piacenza e di Prato, dove il Laboratorio studierà le modalità con cui le infrastrutture di rete di pubblici servizi come quelle dell’illuminazione, integrate a sistemi di sensori e di telecomunicazioni, possano far conseguire ai Comuni un miglioramento dell’efficienza nell’erogazione dei servizi stessi.

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