Individuata la traccia di un polpastrello di Leonardo da Vinci sulla “Tavola Lucana” che ne stabilisce l’autenticità

A Salerno, nel novembre del 2008, lo studioso medievista Nicola Barbatelli nota in una collezione privata un dipinto che raffigura il volto di un uomo con barba e cappello. Una tempera grassa su un pannello di pioppo di 44×59 cm. Il quadro si rivelerà una scoperta di straordinaria importanza perché il volto è quello di Leonardo da Vinci e non si tratta di una copia bensì di un dipinto originale realizzato a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Dopo due anni di intense ricerche scientifiche che hanno coinvolto Università italiane ed estere, è stato confermato che il dipinto ha grandi possibilità di essere l’autoritratto di Leonardo da Vinci e per giungere a tale conclusione, ricercatori ed esperti leonardisti provenienti da diversi campi di ricerca e da diversi istituti universitari, hanno svolto tutte le possibili indagini ed analisi, trovandosi concordi nel riconoscere la straordinarietà di questa opera.

Le ricerche, condotte con le più moderne tecnologie applicabili ai Beni Culturali, sono state:

– la datazione al radiocarbonio 14 dove la curva di calibrazione ha datato il supporto ligneo tra il 1459 e il 1523 (Leonardo nasce nel 1452 e muore nel 1519);

– la caratterizzazione dei pigmenti del dipinto con Fluorescenza X in Dispersione di Energia (ED-XRF) che confermato come il dipinto sia stato realizzato con una tecnica e con dei materiali compatibili con l’età del supporto ligneo e che non vi era evidenza, nelle zone non restaurate, di pigmenti o materiali di epoca moderna;

– la pulizia preliminare del dipinto, ha fatto emergere una micro-fessurazione dello strato pittorico (microcraquè) non riproducibile artificialmente e tipica dei dipinti del XV-XVI secolo;

– la ricerca delle impronte digitali, ha identificato un’impronta sincrona posta sopra la parte laterale della piuma che risulta compatibile con un’impronta individuata su un altro dipinto di Leonardo, la celebre “Dama con l’Ermellino”;

– l’indagine riflettografica IR, ha dimostrato la grande affinità dell’opera con le analoghe immagini riprese sul dipinto di “Monna Lisa” ed altri dipinti di Leonardo ed ha permesso altresì di evidenziare i ritocchi e le ridipinture eseguite nel corso del tempo;

– l’indagine grafologica, condotta su di una scritta in latino PINXIT MEA presente sul retro della tavola ha accertato, con evidenze comparative di incontestabile validità su lettere tratte dal Codice Atlantico, una totale compatibilità della scrittura con la mano di Leonardo da Vinci;

– anche il volto raffigurato è stato analizzato lavorando sulla sua fisionomia, che è risultato essere lo stesso di almeno altri due volti coevi e tradizionalmente individuati come immagine assoluta di Leonardo.

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