Sviluppato un batterio in grado di rimuovere le “croste nere” dai beni culturali

Sviluppato Micro4yoU, un batterio capace di rimuovere dalle superfici litoidi le cosiddette “croste nere o patine nere” e le altre alterazioni costituite da nitrati e materiali organici, formate a causa dell’inquinamento atmosferico. Micro4yoU, spinoff dell’Università di Milano, è nato con l’obbiettivo di sviluppare, produrre e commercializzare prodotti a base microbica, environmental friendly, rivolti al settore ambientale.

Le croste nere nascono per deposizione sulle superfici lapidee di veicolano particelle, aerosol o particolato che danno luogo, attraverso reazioni chimiche di ossidazione, alla formazione di patine nere o grigio scure che se non vengono rimosse, per azione degli agenti atmosferici, tendono a formare degli accumuli che si accrescono, induriscono e accentuano la diversità di comportamento meccanico rispetto alla pietra sottostante. Portando a tensioni meccaniche che producono rigonfiamenti e fessurazioni.

I batteri applicati sulla superficie degradata, agiscono rimuovendo le croste in piena sicurezza per l’ambiente, per la salute dell’operatore stesso e rispettando i materiali originali. In questo modo è possibile mantenere intatta la cosiddetta “patina nobile”, cioè quella patina dovuta al naturale invecchiamento dei materiali. Il nome commerciale del prodotto è Micro4Art e  basta ricoprire la superficie con una sorta di formulato contenente questi batteri (chiaramente ben scelti),  aspettare poche ore che agiscano e il gioco è fatto. Una volta rimosso il bioformulato, il monumento torna pulito.

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