Creato l’hard disk più piccolo al mondo a Firenze

Molto presto una singola molecola potrà essere utilizzata come “elemento di memoria per immagazzinare dati e informazioni in computer quantistici superveloci. E’ tutto vero. È stato, infatti, realizzato l’hard disk più piccolo del mondo con uno strato d’oro con quattro piccoli atomi di ferro legati a molecole organiche. A realizzarlo i ricercatori guidati da Roberta Sessoli, che hanno descritto la loro scoperta su Nature.

Il sistema realizzato dai ricercatori fiorentini consiste in un singolo strato d’oro su cui sono ancorati dei “magnetini” cioè microstrutture costituite da 4 atomi di ferro legati a delle molecole organiche. “Di solito i comportamenti magnetici si realizzano su sistemi molto estesi, si pensi ai primi floppy disk – spiega la ricercatrice – noi abbiamo dimostrato invece che molecole particolari si comportano come magnetini anche a livello di singole molecole, e sono in grado sia di conservare il loro momento magnetico sia di dar vita all’effetto chiamato tunneling, una caratteristica fondamentale per sfruttarle per immagazzinare informazioni”.

Per il momento la magnetizzazione viene realizzata solo a bassissime temperature, ma questa ricerca è il primo passo per lo sfruttamento di sistemi così piccoli. Da questo tipo di ricerca di base potrebbero scaturire altre applicazioni future anche in campi diversi. Ciò potrebbe portare quindi a sviluppi e nuovi ambiti di applicazione di questa tecnica, che porta l’Italia all’avanguardia in questo settore. La ricerca ora continuerà grazie a un finanziamento del programma Ideas dell’European Research Council.

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