Brevettato un software in grado di prevedere lo sviluppo dei terremoti

La notizia viene da IBM che nei giorni scorsi ha brevettato un software che, secondo i suoi ingegneri, sarebbe in grado di registrare eventi sismici e prevederne lo sviluppo in maniera molto veloce. La tecnica sfrutta le caratteristiche degli accelerometri eletromeccanici (MEMS) installati sugli hard disk dei computer per registrare le vibrazioni della terra dovute ad eventi sismici.

Questi particolari dispositivi sono stati riconosciuti come una delle tecnologie più promettenti del XXI secolo, non sono altro che un insieme di dispositivi di varia natura (meccanici, elettrici ed elettronici) integrati in forma altamente miniaturizzata su un substrato di silicio, che coniugano le proprietà elettriche degli integrati a semiconduttore con proprietà opto-meccaniche. Si tratta dunque di sistemi “intelligenti” che abbinano funzioni elettroniche, di gestione dei fluidi, ottiche, biologiche, chimiche e meccaniche in uno spazio ridottissimo, integrando la tecnologia dei sensori e degli attuatori e le più diverse funzioni di gestione dei processi.

In questo caso i dati vengono raccolti da un software che può essere installato su tutti i computer che possiedono la tecnologia adeguata (ormai diffusissima) per poi venir inviati immediatamente ad un server remoto che, incrociando le informazioni ricevute dalle varie fonti, può fornire in tempo reale non solo la descrizione dell’evento (potenza, localizzazione, orario del sisma, …) ma addirittura fornire indicazioni precise sulla possibile evoluzione. Sarebbe ad esempio possibile riuscire ad prevedere la formazione di uno tsunami ed suo percorso dall’analisi dei dati relativi all’evento sismico che lo provocherebbe. Ciò comporterebbe un vantaggio per le autorità locali i quanto si potrebbe gestire in maniera ottimale una eventuale emergenza e non essere impreparati, salvando così molte vite umane per esempio.

Operazioni del genere vengono attualmente effettuate mediante l’uso di reti di sismografi, strumenti che permettono ovviamente misure precisissime di ogni movimento tellurico. Ma i sismografi, purtroppo, possono essere dislocati solo in un numero estremamente ridotto di luoghi ed il loro numero è spesso scarso per poter ottenere una quantità di dati sufficiente per effettuare previsioni accurate ed immediate. L’uso dei MEMS risolverebbe dunque non pochi problemi, ora si cercherà di puntare sull’affidabilità degli stessi in modo da ottenere risultati sempre più precisi e attendibili.

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