Energia idroelettrica: nuovi progetti di sfruttamento e nuove tecnologie in Canada

Il Canada, secondo produttore al mondo di energia idroelettrica, ha deciso di fare sul serio implementando nuovi progetti di sfruttamento di questa energia rinnovabile. L’obiettivo non solo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, bensì anche quello di esportare l’energia pulita verso gli Stati Uniti, dove la richiesta di risorse energetiche green continua a crescere vertiginosamente.
A sorridere per l’evoluzione dello scenario idroelettrico sono soprattutto le principali società produttrici del settore (come ad esempio la Hydro-Quebec), che hanno avuto modo di siglare degli accordi di riferimento con diversi Stati settentrionali degli USA.

Per quanto riguarda l’attuale stato di salute dell’energia idroelettrica del Canada, la CHA (Canada Hydropower Association) sostiene che nel Paese sarebbero installati circa 475 impianti di sfruttamento dell’energia idroelettrica, con una capacità di oltre 70 mila MW, e con un potenziale “nascosto” e da utilizzare pari a circa 163 mila MW.
Ma chiariamo bene cosa si intende per idroelettricità e vediamo il suo utilizzo attuale a livello ondiale.

Se “idroelettricità” significa: “elettricità prodotta dall’acqua”, oggi il suo capitolo si è ampliato. Non c’è soltanto elettricità prodotta dai grandi salti d’acqua che richiedono enormi bacini di invaso. È possibile produrre elettricità anche da dislivelli modesti. In tal modo si può emettere elettricità dai fiumi grazie a turbine o coclee che intercettano il corso delle loro acque.

Un impianto idroelettrico è costituito da componenti civili e idrauliche (opere di presa, di convogliamento e di restituzione, centralina) e da opere elettromeccaniche (turbina, alternatore, quadri elettrici, sistemi di comando).
Le turbine idrauliche utilizzano l’energia potenziale trasformandola in energia meccanica per mezzo di turbine. A sua volta la potenza meccanica è impiegata per produrre energia elettrica collegando l’asse della turbina a un alternatore.
Gli impianti idroelettrici si suddividono in impianti a serbatoio, a bacino oppure ad acqua fluente. Tale classificazione dipende dalla durata di invaso dell’impianto ossia il tempo necessario per fornire al serbatoio un volume d’acqua pari alla sua capacità utile con la portata media annua del corso d’acqua che in esso si riversa.
Gli impianti a serbatoio e a bacino hanno un serbatoio di regolazione che permette di modulare il ciclo delle acque. Cosi non è per gli impianti ad acqua fluente, i quali non hanno serbatoio e sono in genere posizionati nei corsi d’acqua e la loro produzione dipende dalla portata del fiume senza capacità di regolare il flusso sia in entrata che in uscita.
Una distinzione fondamentale per gli impianti idroelettrici è in base alla potenza installata. Abbiamo impianti:

• Pico Idro P< 0,05 MW • Micro Idro P< 0, 1 MW • Mini Idro P< 1 MW • Piccolo Idro P< 10 MW • Grande Idro P>10 MW

Vicino a Torino, a Moncalieri, esiste una centrale idroelettrica che sfrutta le acque del Po con un salto d’acqua di soli sei metri ma con una potenza di 3,2 megawatt. Non ancora in Italia ma all’estero l’acqua è fonte di energia anche grazie alle alte maree (Centrale di Rance in Bretagna), alle onde (Centrale di Islay nel mare scozzese), alle correnti marine (Centrale di San David nel mare del Galles).

Il potenziale idroelettrico in Italia è grande. Oggi copre soltanto il 16% del fabbisogno italiano di elettricità ma in futuro tale incidenza potrebbe aumentare notevolmente sol che si riprenda a investire in impianti idroelettrici come novanta anni fa. La ricerca e lo sviluppo tecnologico sono sempre stati molto vivaci nel settore idroelettrico, in particolare oggi che le sollecitazioni della società, espresse anche dagli indirizzi di legge (si veda il Pacchetto Clima-Energia 20-20-20 e in particolare la Direttiva Europea 2009/28/CE), chiedono a tutte le fonti rinnovabili di utilizzare completamente e al meglio lo specifico potenziale al fine di raggiungere, e se possibile superare, gli obiettivi minimi fissati nel programma di sviluppo della produzione energetica.
Ecco un video molto interessante sull’argomento realizzato dall’Enel

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