Come si sono sviluppate le prime galassie? Astronomi italiani sono riusciti a dimostrarlo

Un gruppo di astronomi italiani dell’Inaf, dell’Università di Firenze e del Max-Planck-Institut per la fisica terrestre, ha scoperto come questi ammassi di stelle riescono ad espandersi. Questa una delle domande piu’ dibattute dell’astrofisica e della cosmologia contemporanea. Da sempre si pensa che le grandi galassie nascevano dallo scontro di piccoli insiemi stellari per formare gli oggetti piu’ massicci osservati, come ad esempio la nostra Via Lattea. Invece non è così, i ricercatori fiorentini hanno scoperto che  queste si nutrono e si espandono grazie all’idrogeno primordiale. Il loro eccezionale lavoro è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista ”Nature”.

Dunque secondo i loro studi le prime galassie si sarebbero accresciute catturando enormi quantita’ di gas, essenzialmente idrogeno ed elio, presente in regioni di spazio vicine ad esse (”Gas accretion as the origin of chemical abundance gradients in distant galaxies”). Per giungere a tale conclusione, i ricercatori hanno esaminato tre galassie a disco, nate “solo” 2 miliardi di anni dopo il Big Bang e distanti da noi oltre 12 miliardi di anni luce. Con l’aiuto di Sinfoni, (uno strumento applicato al telescopio VLT in Cile, in grado di segnalare come è distribuita e da cosa è composta la materia), i ricercatori hanno scoperto che le galassie tenute in osservazione, a differenza di quelle “più recenti”, hanno regioni nei pressi del nucleo, povere di elementi pesanti, ma ricche di stelle in formazione. Da qui gli astronomi hanno potuto dedurre che ad alimentare le “incubatrici” di stelle, sono proprio i gas contenuti nello spazio circostante. Il team di ricercatori che ha studiato questo fenomeno e’ composto da Alessandro Marconi e Alessio Gnerucci, del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Universita’ di Firenze, Giovanni Cresci, Filippo Mannucci e Laura Magrini, dell’Inaf-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Roberto Maiolino dell’Inaf-Osservatorio Astronomico di Roma.  ‘Molti dei modelli di formazione ed evoluzione delle galassie andranno ripensati alla luce di questi eccezionali risultati.

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