Dal Mit un bisturi laser super veloce per controllare i neuroni

Il Mit (Massachusetts Institute of Technology) è un’università privata americana fondata a Boston nel 1861 dal geologo William Barton Rogers, che ne fu il primo rettore. Inizialmente l’istituto era dedicato alla ricerca applicata all’industria, poi si è sviluppato in cinque scuole ed un college con trentadue dipartimenti, organizzando corsi di laurea e di specializzazione post-laurea.
Il MIT gode ormai di una notevole reputazione per la qualità dell’insegnamento e della ricerca nel campo delle scienze e della tecnologia; in particolare sono molto importanti i supi progetti nel campo medico. I ricercatori usciti dal Mit possiedono un bagaglio di conoscenze tecnologiche non indifferente. Basti pensare che al febbraio 2009, esistevano 25.800 aziende fondate da ex alunni del MIT. Queste davano lavoro a 3.300.000 persone e generavano un fatturato annuo pari a 2.000.000.000.000 (2 mila miliardi) di dollari americani, che ne avrebbero fatto l’undicesima nazione al mondo. Venendo agli argomenti a noi più vicini, il MIT conta ben 25 tra laboratori e centri e programmi di ricerca che in qualche modo mettono la tecnologia al servizio delle scienze mediche. Quello che più colpisce è la multidisciplinarietà dei gruppi di lavoro, in modo da raccogliere il più possibile dalle molteplici realtà che l’università di Cambridge è in grado di esprimere. Ebbene, in campo medico il Mit, balzato recentemente agli onori della cronaca per le cellule staminali, ha sviluppato anche tecnologie avanzate che promettono di rigenerare le cellule nervose per curare i danni al midollo spinale e malattie come Alzheimer e Parkinson. Gli scienziati hanno messo a punto un microchip che stimola la riproduzione delle cellule coltivate in vitro. ”Questo permettera’ ai ricercatori di identificare piu’ rapidamente le sostanze chimiche che possono essere testate su animali e uomini”, spiega Mehmet Fatih Yanik, ricercatore a capo dello studio pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences. Dunque ora grazie a un ”bisturi laser” super-veloce e preciso gli scienziati del Mit sono in grado di isolare micro-frammenti dei tessuti nervosi dei vermi C. elegans utilizzati come modelli animali per la ricerca.
Le sue caratteristiche rendono C. elegans molto versatile anche per attività didattiche poichè permette di trattare temi quali l’embriogenesi, l’ermafroditismo e i processi di autofertilizzazione, la determinazione del sesso, il ciclo vitale e il rallentamento dei processi metabolici.

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