Nuovo elettrodomestico per il trattamento dei rifiuti organici (progetto N.O.WA.S.T.E.)

Ora oltre a fare la raccolta differenziata in casa aiuteremo l’ambiente utilizzando uno speciale elettrodomestico capace di trattare i rifiuti organici domestici risparmiando così sulla raccolta ed evitando il conferimento in discarica. Nasce nella Sicilia perennemente alle prese con la questione rifiuti un progetto che potrebbe ridisegnarne, in futuro, il ciclo di gestione, e che a breve vedrà la concreta sperimentazione in tre Comuni pilota: si chiama “N.O.WA.S.T.E.”, come “New Organic Waste Sustainable Treatment Engine” (nuovo elettrodomestico per il trattamento sostenibile dei rifiuti organici) ma anche come “niente rifiuti”, il progetto realizzato dall’Irssat (Istituto di ricerca, sviluppo e sperimentazione sull’Ambiente ed il territorio) e finanziato dalla Commissione europea attraverso lo strumento Life con poco più di un milione di euro, il 50% dei circa due milioni di euro del costo totale.

Il progetto si svilupperà attraverso una prima fase di azioni preparatorie che prevedono tra l’altro l’effettuazione di studi normativi relativi alla gestione dei rifiuti in Europa e nel mondo e la realizzazione del primo prototipo dell’elettrodomestico che si intende testare.
Dal sesto mese inizierà la sperimentazione nei 3 Comuni partner rappresentanti di tre diverse tipologie di sviluppo urbano, ciò al fine di testare l’elettrodomestico ed il nuovo piano di gestione dei rifiuti in contesti diversi allo scopo di elaborare un sistema di governance replicabile ed adattabile a qualsiasi centro urbano o rurale in tutto il mondo.

Si tratta dunque di un elettrodomestico in grado di effettuare il trattamento ed il compostaggio della frazione organica dei rifiuti direttamente a casa. L’ ambiziosa iniziativa prende il via dall’ Irssat ente no-profit che usufruisce di finanziamenti regionali e che ha ideato e studiato l’ innovativo elettrodomestico e sta mettendo a punto il nuovo sistema. Il progetto “N.O.WA.S.T.E.” e’ in corso di realizzazione in collaborazione con l’ assessorato regionale Territorio ed Ambiente, l’ universita’ degli Studi di Catania e la provincia Regionale di Catania riveste il ruolo di partner sostenitore. Il piano rientra fra i 116 (in 17 nazioni )approvati dalla Commissione Europea nell’ ambito dello strumento finanziario LIFE e godra’ di un finanziamento del 50% dei costi ammissibili, per poco piu’ di un milione di euro.

Enttando nel dettaglio del progetto, i ricercatori hanno progettato un robot che, favorendo la fermentazione anaerobica, trasforma i rifiuti domestici organici, che rappresentano circa il 40% dei rifiuti prodotti, in compost grezzo: l’apparecchio compatta l’umido, blocca i cattivi odori, separa l’umido dai liquidi, è autopulente, non immette materiale negli scarichi. Materialmente, l’apparecchio si presenta come un elettrodomestico, delle dimensioni di 30x60x80 centimetri, circa la metà di una lavatrice. Sarà integrabile in una normale cucina, facilmente utilizzabile in casa ed estraibile. Il primo esemplare sarà presentato a gennaio ed entro marzo sarà avviata la sperimentazione con trenta macchine funzionanti.

Il test durerà 30 mesi, si articolerà in tre fasi e si svolgerà, con allargamenti progressivi del campione, in tre Comuni siciliani: quello rurale di Gaggi, quello industriale di Melilli, quello turistico di Castelmola. L’ultimo step prevede l’utilizzo di mille elettrodomestici, che saranno utilizzati per un anno a tappeto a Castelmola (Messina), nel 50% delle abitazioni di Gaggi (Messina) e in un quartiere di Melilli (Siracusa). Saranno inoltre provati speciali prototipi per ristoranti, hotels, mense e scuole. Il progetto, che ha come l’Università e la Provincia regionale di Catania e la società Bio.Medi già operante nel recupero dei rifiuti mediante compostaggio, mira ad elaborare una “filiera” vantaggiosa per le famiglie e i Comuni perché elimina il conferimento alla discarica, migliora le condizioni di igiene dei centri abitati, aumenta la percentuale di raccolta differenziata, riduce la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti e le emissioni nocive, crea nuove opportunità di lavoro e produce una sostanza vendibile sul mercato.
La fase sperimentale prevede un legame diretto con le imprese, perché il compost prodotto delle famiglie dovrà essere trattato ai fini della commercializzazione. A quel punto potranno essere chiari sia i costi industriali di produzione, sia i vantaggi economici derivanti dalla fornitura del prodotto grezzo.
Per ulteriori informazioni consulta il sito http://www.lifenowaste.it/

1 comment for “Nuovo elettrodomestico per il trattamento dei rifiuti organici (progetto N.O.WA.S.T.E.)

  1. kerbys
    2010-11-06 at 17:48

    Perchè finanziare una cosa che c’è già? Il prodotto è commercializzato dalla Naturemill http://www.naturemill.com.
    Il prototipo che questi signori della NOWASTE hanno presentato è uguale ai prodotti della XE Series della Naturemill.
    Ho l’impressione che lo scopo sia più quello di far sparire 2 milioni di euro anichè i rifiuti organici domestici.

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