Niente tumori al cervello grazie alla caffeina

Interessante notizia anche se da prendere con le molle in quanto è frutto di ricerche che sono tutte da confermare poi con i risultati reali. E’ quanto afferma una ricerca della Brown University (Rhode Island, USA), diretta dalla dottoressa Dominique Michaud e pubblicata sul “American Journal of Clinical Nutrition”. I ricercatori hanno analizzato, per otto anni, ben 500mila persone di ambo i sessi per arrivare alle loro conclusioni.
I numerosi partecipanti hanno dovuto rispondere a un questionario in cui dovevano riportare dati sul loro stile di vita, tra cui quali cibi e bevande assumevano. Alla fine, tali dati sono stati incrociati, per verificare se il consumo di un determinato alimento o bevanda avesse effetti positivi o negativi sul cancro al cervello. In particolare i ricercatori hanno valutato e confrontato i tassi d’incidenza di cancro tra i bevitori regolari di caffè e tè e quelli che invece bevevano raramente o per nulla queste bevande. Secondo i dati acquisiti, bere una tazza di caffè o tè al giorno riduce in media del 34% il rischio di cancro. Ma il dato a sorpresa è che a trarne maggiore beneficio sarebbero gli uomini, rispetto alle donne: il 41% contro il 26%. E il beneficio si mostrava già dopo aver bevuto 100 ml di bevanda che, secondo le stime, equivale a circa due terzi di una tazza.
Detto questo, gli studiosi ammettono di non saper spiegare il fenomeno. Per alcuni, la caffeina è anti tumore perché riduce l’afflusso di sangue al cervello limitando così la crescita del tumore: tuttavia, questa è ipotesi minoritaria, ritenuta dai più troppo semplicistica. Maggior seguito lo ottiene un’altra ipotesi, che attribuisce la bontà “medicinale” della caffeina ai suoi antiossidanti.
Già, forse quest’ultima ipotesi è più accettabile ma, quello che conta in realtà, è che qualsiasi sia la fonte di una reale protezione dal cancro, ben venga. Se questa poi è data da alimenti o bevande piacevoli da gustare, meglio ancora. In ogni caso, la squadra della Brown University è ancora al lavoro. Se ricerche successive confermeranno l’azione della caffeina, tale sostanza potrebbe diventare parte integrante delle terapie. Attendiamo ulteriori sviluppi e speriamo bene.

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