Condensatori nanostrutturati per le rinnovabili del futuro

Molto spesso il settore del fotovoltaico ha dovuto rispondere allo scetticismo di molti che chiedevano dove si reperisse l’energia la notte, cioè quando il sole non c’è. Alle stesse domande si doveva rispondere nel campo dell’eolico quando il vento non fosse presente. L’immagazzinamento dell’energia è uno dei problemi aperti per il maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili, in modo da poterne rendere disponibile l’energia generata in qualsiasi momento sia necessario. La ricerca sull’argomento è attiva in tutto il mondo, in particolare per lo sviluppo di nuovi materiali che possano sostituire i sistemi di accumulo oggi disponibili, costituiti principalmente dalle “batterie” (accumulatori) più o meno convenzionali. I ricercatori americani del Rensselaer Polytechnic Institute stanno studiando una nuova tecnica che non usa, appunto, batterie, ma condensatori nanostrutturati, formati da sottilissimi strati di polveri ultrafini e vetri ferroelettrici.
Il condensatore o capacitore è un componente elettrico che immagazzina l’energia in un campo elettrostatico, accumulando al suo interno una certa quantità di carica elettrica. Nella teoria dei circuiti il condensatore è un componente ideale che può mantenere la carica e l’energia accumulata all’infinito, se isolato (ovvero non connesso ad altri circuiti), oppure scaricare la propria carica ed energia in un circuito a cui è collegato.
Mentre le batterie hanno la proprietà di rilasciare energia in basse dosi sul lungo periodo, questi condensatori sono in grado di caricare e scaricare molto rapidamente grandi quantità di energia. “Questo approccio completamente nuovo avrà un impatto enorme sull’efficienza dell’energia eolica e solare, ma anche su quelle tradizionali del carbone, del nucleare e dell’idroelettrico. Tutti stanno cercando nuovi materiali per venire incontro alle richieste di energia in futuro, e siamo convinti che i nostri condensatori segneranno un passo avanti, perché sono più piccoli, più leggeri e più efficienti delle batteria attuali”, ha commentato Doug Chrisey, che guida lo studio. La ricerca, sostenuta da un finanziamenti della National Science Foundation americana, avrà una durata di 4 anni e, oltre a sviluppare i nuovi accumulatori, ha anche l’obiettivo di realizzare nuove tecniche per produrre i nuovi materiali e in grandi quantità e a costi ridotti. Attendiamo gli sviluppi di questa notizia.

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