Dal Galles i futuri computer quantistici

Realizzare le operazioni che oggi svolgono i nostri computer ma milioni di volte più velocemente: sono le promesse dei computer quantistici, che per rappresentare bit e byte utilizzeranno la polarizzazione magnetica di singoli elettroni.
Il computer quantistico differisce da quello tradizionale in quanto ogni suo elemento logico elementare, o “qubit” può assumere allo stesso istante numerosi stati, a differenza del bit informatico che può essere soltanto zero o uno. In questo modo ogni “qubit” può rappresentare multiple quantità di informazioni e sviluppare calcoli enormemente più complessi, veloci e sofisticati rispetto alla logica binaria tradizionale.
Questo finora nella teoria della computazione quantistica, che da decenni vede impegnati numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo, prevalentemente su modelli teorici basati sulle frontiere estreme della matematica, fisica e scienza computazionale.
Oggi l’approdo a questa tecnologia fantascientifica sembra più vicina grazie alle conquiste di un gruppo di ricercatori della University of New South Wales.
Per la prima volta, infatti, sono riusciti a realizzare uno strumento che ‘legge’ l’orientamento magnetico di un singolo elettrone (in un atomo di fosforo inserito su una base di silicio). Messo a punto il lettore, ora gli studiosi cercheranno di realizzare uno strumento per ‘scrivere’ gli elettroni e imprimere loro un determinato orientamento magnetico. Arrivati a questo traguardo, potranno abbinare i due dispositivi e dare vita ad una porta logica a 2 bit, il primo mattone del futuro computer quantistico.

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