Dal Canada arrivano speciali sensori per rilevare i cambiamenti climatici

La tecnologia in esame sfrutta gli Rfid e dei speciali sensori. Gli studiosi americani sono riusciti a realizzare un sensore robusto e in grado di resistere all’intemperie, capace di misurare le emissioni di gas legate all’effetto serra negli ambienti più disparati, dall’Antartide alle montagne rocciose di Alberta. Il chip utilizza poi la tecnologia cellulare per inviare i dati al laboratorio di Antigonish, in Nuova Scozia.

Ma cosa è la tecnologia rfid?

Rfid significa Radio Frequency Identification, ovvero identificazione a radiofrequenza. Con questo termine si indicano quelle tecnologie che consentono il riconoscimento a distanza di oggetti, animali e persone sfruttando le onde radio, un sistema di identificazione a radiofrequenza è costituito da due componenti principali: un trasponder o tag, e un reader. Il tag è l’etichetta che si appone all’oggetto, è qui che sono contenute tutte le informazioni ad esso relative e che lo identificano in modo univoco. I dati, memorizzati in un microchip, possono essere letti grazie a un’antenna che riceve e trasmette i segnali radio da e verso il reader Rfid. Il microchip e l’antenna, insieme formano il tag Rfid e sono tenuti insieme su un supporto fisico, il reader è il dispositivo, fisso o portatile, deputato alla lettura del tag Rfid, in grado di convertire le onde radio del tag in un segnale digitale che può essere trasferito su un computer, per comunicare fra loro il tag e il reader devono essere sintonizzati alla stessa frequenza.

Ebbene ora i ricercatori hanno sfruttato questa risora per raccogliere le informazioni relative alle emissioni naturali e industriali che possono influenzare i cambiamenti climatici. I sensori che avevano utilizzato in precedenza erano troppo fragili per sopportare condizioni difficili come la neve. Questo obbligava i ricercatori a dover rimanere sul posto per effettuare i rilevamenti e registrare i dati.

La tecnologia, che può misurare il diossido di carbonio e altri tipi di gas in maniera precisa e accurata in modalità continua, è stata brevettata proprio l’anno scorso dall’università di St. Francis Xavier.

La sonda, che è graduata, assomiglia a un piccolo thermos d’acciaio. “La sua produzione viene a costare tra i 3mila e i 5mila dollari – ha precisato Risk, il suo inventore– il che, allo stato attuale, lo rende un chip economico rispetto ad analoghe soluzioni di mercato”.

Lo sviluppo è stato sponsorizzato da una serie di aziende partner e centri di ma la maggior parte dei fondi d’investimento è stata stanziata dal Natural Sciences Engineering Research Council e dall’Environment Canada’s Asia Pacific Partnership mentre tra gli sponsor locali più significativi Risk cita Innovacorp e Springboard.

Il dispositivo viene utilizzato per misurare le emissioni naturali e industriali di anidride carbonica e per testare le fuoriuscite di gas dai giacimenti sotterranei e dai siti di raccolta del petrolio al largo del Canada occidentale.

In questo modo si ha una visione d’insieme dell’effetto serra creato dalle emissioni di gas nocivi. Le sonde rimarranno per tutto il tempo possibile sul posto. Ogni sito è presidiato anche da altri tag Rfid attivi, solitamente alimentati a energia solare.

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