La gomma si autoripara grazie ai tecnopolimeri (video)

E’ una ricerca interessante quella degli scienziati Francois Tournilhac e Ludwik Leibler del laboratorio del Dipartimento di chimica e fisica industriale della Higher Educational Institution di Parigi. I due ricercatori hanno inventato un materiale in grado di sanare incrinature e crepe senza interventi esterni. Anche dopo essere stato tagliato a pezzi, si ripara da solo.

La nuova sostanza, presentata tempo fa sulla rivista Nature, è stata ottenuta mettendo insieme olii vegetali e alcune componenti dell’urina. Le fratture su di una superficie fragile si autoriparano grazie all’intervento autonomo di una rete microvascolare incorporata nello strato sottostante. La rete trasporta una sostanza di riempimento che polimerizza a contatto con il catalizzatore nell’area danneggiata.
Questa specie di “gomma autoriparante” sembra produrre delle superfici con una forte attrazione chimica reciproca (a livello molecolare). Così si potrebbero riunire i vari pezzi degli oggetti fatti con questa sostanza, senza colla o nastro adesivo, ma soltanto avvicinandoli tra loro.

Ma vediamo meglio come funzona e ha una forza di adesione così alta.

Il meccanismo si basa su microscopiche capsule di clorobenzene, che si rompono quando si verifica una spaccatura: il liquido “chiude” la ferita, restituendo fino all’82% della rigidità strutturale originaria . Il materiale può essere anche strutturato in maniera tale che il liquido riparante sia distribuito con una rete simile al sistema.
Questo nuovo materiale, come hanno detto i ricercatori, è quasi totalmente eco-compatibile, e potrebbe in futuro risolvere molti problemi. Anche domestici. Avete presente il pianto del bambino a cui si è rotto il giocattolo preferito? Ludwik Leibler e i suoi colleghi dell’Industrial Physics and Chemistry Higher Educational Institution (ESPCI) di Parigi hanno spiegato alla rivista scientifica britannica “Nature”, che la speciale gomma potrà servire per creare vernici e rivestimenti che non necessitano di riparazione e che quindi permetterebbero ai clienti di risparmiare notevoli somme di denaro.Il ricercatore aggiunge in merito al materiale: “Lo si potrà usare per i vasi di vetro così che non si rompano quando i bambini li buttano in terra. Potrebbe servire a creare un vetro che rimbalza”.
L’indistruttibile materiale è costituto da acidi grassi, urea e idrocarburi a catena allungata e qualcos’altro che non è noto.
I ricercatori spiegano che il potere attrattivo dei lembi deriva dal fatto che, similmente ad una calamita, le estremità sono capaci di instaurare forti legami a idrogeno, ossia di natura magnetica.

Ma le applicazioni possono essere molteplici. Con questi materiali si possono costruire le fusoliere degli aerei e le pale delle turbine eoliche o degli elicotteri. Basta premere. Immaginate poi di riparare la cinghia dell’auto o un taglio in un paio di guanti o di scarpe semplicemente unendo assieme i due lembi.

Perché avvenga il ricongiungimento delle parti strappate o tagliate è sufficiente avvicinare a temperatura ambiente le due parti senza comprimere, per 15 minuti e il gioco è fatto. Questa opera di ricostruzione può essere ripetuta fino a 20 volte. Sicuramente le sue proprietà a prova di bambino ne fanno un ipotetico ingrediente per l’industria ludica, ma le possibilità di impiego sono svariate. Per il momento nei laboratori francesi ne stanno già producendo in grandi quantità e gli scienziati assicurano che il processo di produzione è completamente  ecologico e rispettoso dell’ambiente.

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