Ecco le auto che consumano meno: poco più di 2,3 litri di carburante per fare 100 km

X Prize Foundation, fondazione statunitense che incoraggia l’innovazione in diversi campi, ha deciso che tre concorrenti meritassero a pari merito il premio messo in palio per la creazione di un efficace e sicura macchina capace di percorrere 100 miglia con un gallone di carburante (ovvero 160 chilometri con 3,7 litri).
111 squadre da 26 Paesi hanno presentato in tutto 136 veicoli: non solo prototipi ma auto pronte per il mercato. A vincere sono state le macchine elettriche ma anche un modello con motore a scoppio.
Nel corso di questi due anni (la competizione è stata inaugurata nel 2008) tutte le vetture in gara hanno dovuto affrontare prove di sicurezza, efficienza, velocità e resistenza: tutte e tre le vincitrici si sono distinte in particolare per aver trovato la giusta combinazione di leggerezza dei componenti e aerodinamicità che ha permesso di raggiungere un’efficienza energetica ottimale. Si sono poi distinte per alcune caratteristiche che le hanno fatte rientrare in diverse categorie ideali: mainstream (quattro o più passeggeri), due posti e tandem alternativi.
Non sembrano affatto delle auto normali. E non devono neppure esserle. Perchè con il design attuale delle macchine in circolazione non avrebbero avuto nessuna possibilità di vincere al concorso indetto dalla X Prize Foundation per il veicolo più all’avanguardia, in grado di calibrare sapientemente costi e benefici, design, basso impatto ambientale e indipendenza dal petrolio. Sono piccole, leggere e aerodinamiche, in controtendenza con le grosse auto ancora uno status symbol per molti guidatori soprattutto negli Usa. Le condizioni prefisse, come abbiamo già detto, dal Progressive Insurance Automotive X Prize erano rigide: con un solo gallone di carburante i veicoli dovevano essere in grado di superare le 100 miglia, equivalenti a un consumo di 2,35 litri per 100 chilometri, o il suo equivalente energetico per quelli che funzionano ad elettricità o con un’altra fonte di energia.
Tre le categorie: vetture con quattro passeggeri; a due posti e tandem alternativi. Un biposto veniva ammesso alla competizione solo se superava la velocità di 128 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 18 secondi e dimostrava di poter raggiungere almeno 100 miglia (160 chilometri). Il doppio del percorso, invece, era una delle condizioni per le vetture da quattro posti, che oltretutto dovevano raggiungere in circa 15 secondi i 100 km/h ed essere dotate anche di riscaldamento; aria condizionata e radio. Le auto si sono infine sfidate sul circuito International Speedway del Michigan, lo stesso che ospita le gare dei bolidi Nascar.
L’obiettivo era dunque quello di costruire macchine in grado di fare 100 miglia con un solo gallone di gasolio (o l’equivalente di un altro combustibile), e al contempo superare un test sulla batteria.
Il team Edison2 con la sua Very Light Car n98 ha vinto la prima categoria e si è aggiudicata 5 milioni di dollari: grazie ad un motore gasolio/etanolo e un peso (nomen omen) di soli 376 chilogrammi è riuscita a toccare nei testi quota 102,5 MPGe e a fare 322 chilometri con un pieno. Ad aggiudicarsi 2,5 milioni per la categoria “veicoli side-by-side” (veicoli per almeno 2 passeggeri e in grado di fare 160 chilometri con un pieno) è stata la macchina elettrica Wave II della Li-ion Motors, che ha raggiunto 187 MPGe e una velocità di 121 chilometri all’ora. Il tutto con la possibilità di ricaricarsi in meno di quattro ore.

I restanti 2,5 milioni di dollari sono stati assegnati nella categoria “tandem alternativi” al team svizzero Pereves AG per la vettura E-Tracer: con l’aerodinamico aspetto di una motocicletta chiusa (con due ruote aggiuntive per la stabilità a basse velocità) ha registrato performance di205,3 MPGe e un’accelerazione 0-60 chilometri all’ora in meno di 6,6 secondi.
Si spera che le vincitrici non saranno solo una novità da annoverare nel campo delle curiosità ma che, anche grazie ai soldi del premio, possano iniziare a lavorare per il mercato di consumo: magari non mettendo direttamente in commercio le proprie vetture, bensì commercializzando le tecnologie sviluppate per garantirne l’efficienza energetica dimostrata. E magari per spendere un po’ meno soldi di carburante.

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