Ricercatori napoletani in prima linea nel progetto Flexgas, tecnologia di gassificazione innovativa

Nella continua ricerfca di fonti energetiche alternative segnaliamo oggi un importante progetto cofinanziato dalla commissione europea che vede come spesso accade la ricerca italiana tra i laboratori che ottengono i risultati migliori. Stiamo parlando del progetto triennale di ricerca Flexgas (Near ZeroEmission Advanced Fluidised Bed Gasification) cofinanziato dal Fondo di ricerca Carbone e Acciaio della Commissione Europea. Il progetto, che coinvolge nove partner internazionali con un costo di circa 2,5 milioni di euro, è coordinato da Francesco Miccio, ricercatore presso l’Istituto di ricerche sulla combustione (Irc) del Cnr di Napoli. Flexgas intende valorizzare risorse indigene fossili e rinnovabili, mediante l’impiego della tecnologia di gassificazione in letto fluido, un processo innovativo, efficiente, scalabile e a ridotto impatto ambientale.
Valorizzare le risorse energetiche interne ai paesi dell’Unione Europea è uno degli obiettivi prioritari della politica comunitaria. Pertanto sia i carboni disponibili in vari paesi dell’Ue, sia le biomasse coltivate, sia la frazione secca dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata urbana e da altre lavorazioni industriali (legno, plastica, residui agricoli, carta, etc.) costituiscono una fonte energetica non trascurabile per generare combustibili sintetici sia liquidi che gassosi.
L’obiettivo è quello di riuscire a sviluppare tecnologie innovative per l’utilizzo pulito di carbone e biomasse come fonti energetiche alternative al petrolio e al metano.
Il progetto Flexgas ha avuto notevole successo, tanto da essere stato prontamente rinnovato dal Fondo di Ricerca per il Carbone e l’Acciaio della Commissione Europea .
Il principio del gassificatore si basa sul fatto che i materiali solidi organici di origine fossile, naturale o derivati da rifiuti possono essere trasformati con un processo termo-chimico in un prodotto gassoso, il gas di sintesi, che è utilizzabile come combustibile in turbine, motori a combustione interna, celle a combustibile e bruciatori, anche in condizioni di cogenerazione per reti di teleriscaldamento.
Sono stati sette i paesi coinvolti (oltre all’Italia, l’Inghilterra, la Spagna, il Portogallo, la Polonia, l’Austria e l’Olanda) nell’impresa di generare questo gas “ibrido” che, con ogni probabilità, potrà svolgere un ruolo centrale nella più decisiva sfida riservataci dal prossimo futuro, la sfida energetica. Questo gas sintetico è infatti particolarmente ricco di idrogeno e grazie all’ottimizzazione del processo integrato di gassificazione, purificazione e conversione, i potenziali di efficienza energetica e di produzione di calore sono amplissimi.

La gassificazione presenta diversi vantaggi rispetto all’incenerimento o alla termovalorizzazione. Una prerogativa è costituita dalla possibilità di valorizzare le frazioni di rifiuto ottenute dalle operazioni di raccolta differenziata anche in impianti di scala ridotta. Il recupero di energia e di materiali ad alto valore aggiunto (es. carboni attivi) è possibile nei sistemi a letto fluido che permettono la circolazione e separazione di correnti gassose e solide in modo affidabile, anche ad alta temperatura. Un gassificatore inoltre presenta il vantaggio di impegnare volumi minori, pari a circa un terzo di quelli richiesti da impianti di combustione tradizionali. La tecnologia del letto fluido, inoltre, assicura rispetto al letto fisso un migliore scambio termico ed elevata uniformità delle variabili chimico-fisiche all’interno del reattore di processo. Queste condizioni consentono prestazioni superiori, nonché la possibilità di operare con impianti di medie-piccole dimensioni, quindi di maggior flessibilità.
Oltre al fatto di poter creare delle centrali pulite (un impianto sperimentale da 8MWth, unico nel suo genere, è stato installato a Gussing, in Austria), il progetto di ricerca coordinato da Miccio presenta anche un altro vantaggio, prevede l’utilizzo di combustibili di provenienza esclusivamente interna all’Unione europea (carboni e biomasse localmente disponibili) e dunque è eco-friendly perché consente di ridurre gli impatti sull’ambiente del trasporto su lunga distanza.
il progetto Flexgas è stato appena rinnovato per un altro triennio dalla Commissione Europea con il nome di Fecundus, guidato anch’esso dall’Istituto del CNR partenopeo. “Fecundus, così come Flexgas – dice Miccio – riguarda applicazioni di natura stazionaria, ovvero centrali pulite ed innovative per la generazione di energia elettrica e calore da carbone e biomassa solida”. Che si tratti di una linea di ricerca dalle rilevanti implicazioni industriali lo testimoniano partner come la società spagnola Elcogas, che già vanta una grossa installazione dimostrativa per la gassificazione del carbone. Il gas “inventato” dai ricercatori napoletani e dai loro colleghi europei potrà inoltre dare uno scossone decisivo anche al futuristico mercato delle auto a idrogeno. “Le applicazioni nel settore automobilistico – avverte Miccio – possono ricondursi esclusivamente all’utilizzo di idrogeno generato dal processo ed immagazzinato in serbatoi pressurizzati. Come è noto l’idrogeno rappresenta un combustibile intrinsecamente pulito ma costoso poiché non direttamente disponibile in natura”.

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