Lamborghini punta sulla fibra di carbonio per consumare meno benzina e aumentare le prestazioni

Lamborghini  ha deciso di puntare sull’utilizzo della fibra di carbonio per le proprie auto e di rifiutare l’ibrido. LA fibra di carbonio  rappresenta il tema fondamentale poiché è proprio su questo materiale rigido e leggero che il Toro punta gran parte dei propri investimenti per ridurre del 35% i consumi e le emissioni di CO2 delle proprie vetture entro il 2015. Per questo motivo, ha creato l’Advanced Composite Structures Laboratory Automobili Lamborghini (ACSL), un laboratorio situato a Seattle e che si avvale della collaborazione della University of Washington, della Boeing Company e della Federal Aviation Administration (agenzia federale statunitense per l’aviazione civile). E’ un’organizzazione che racchiude in sé tutto il meglio dell’aeronautica mondiale.

La nuova Lamborghini (probabilmente chiamata Jota) verrà realizzata dunque con un corpo (sopra e sottopelle) composito in fibra di carbonio ed alluminio: una miscela, questa, sapientemente orchestrata, che potrebbe limitare il peso massimo della supercar di Sant’Agata Bolognese, sotto la soglia dei 1.400 chilogrammi.
Maggiore efficienza quindi grazie ad un peso minore a parità di potenza del motore, ma senza rinunciare alle prestazioni e – almeno fino al 2015 – senza affidarsi a tecnologie ibride.

Si tratta dunque di una strategia diversa da quella della Ferrari, dove si punta decisamente all’ibrido. Questa è una soluzione scartata dagli ingegneri amborghini, perché considerata troppo costosa e poco adatta a una vettura sportiva in virtù del suo peso, fattore in grado di influenzare negativamente il risultato finale in termini di consumi oltre che di limitare le prestazioni e il comportamento dinamico su strada. C’è da dire che la strada del carbonio non è certo economica e produrlo, anche in piccola serie, ottemperando alle complesse normative di sicurezza, rappresenta una sfida tecnologica non indifferente per la quale il contributo tecnologico ed economico di mamma Audi sarà sicuramente importante, così come per ogni componente.

La Lamborghini dunque sceglie una via senza batterie al litio ingombranti e costose, e si accontenterà dello stop&start, introducendo miglioramenti ai motori che ne incrementino l’efficienza e ne riducano le perdite parassite attraverso l’utilizzo di pompe ad attivazione selettiva e sistemi di recupero dell’energia cinetica. Tecnologie dunque relativamente semplici, che consentono di sviluppare la sostanza sportiva attraverso l’efficienza e la leggerezza. L’appuntamento è al salone di Parigi dove Lamborghini svelerà altri particolari della sua nuova avveniristica supercar.

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