Inventato il computer che legge nel pensiero

Ciò che prima era fantascienza adesso è realtà: il computer che legge il pensiero non lo vedremo più solo nei film secondo gli ingegneri dell’università dello Utah. A quanto pare, infatti, quel giorno sembra proprio arrivato se, come dicono i ricercatori e come pubblicato sulla rivista “Journal of Neural Engineering”, la macchina che legge nel pensiero esiste e funziona, oltre le più rosee aspettative.
Si tratta in parole povere di un computer in grado di tradurre i nostri pensieri tramite un sofisticato sistema di elettrodi applicati alla testa del paziente che, tramite apposito algoritmo, la macchina riesce poi a ‘leggere’. Durante l’esperimento un uomo elenca a mente delle parole, che il computer dovrà captare leggendo gli stimoli cerebrali. Le stesse parole andranno poi rilette ad alta voce e il computer, dopo averle registrate, le dovrà associare a quelle catturate precedentemente con gli elettrodi.

Come riporta la rivista specializzata la ricerca ha portato ad ottenere risultati positivi per circa l’80% dei tentativi effettuati, risultato assolutamente incoraggiante considerata la difficile natura del progetto. Chi lo avrebbe mai detto che si sarebbe avuta una percentuale così alta.

Per questi iniziali test, sono state adottate 10 parole molto comuni che un soggetto ha pensato e che il computer ha successivamente interpretato senza che la persona le pronunciasse ad alta voce.
Un risultato incredibile che, se confermato, farà sicuramente esultare l’intera comunità scientifica e non solo. Le potenziali applicazioni, come spiega il prof. Bradley Greger, sono diverse e corrono quasi tutte “per la riduzione delle difficoltà di comunicazione nei pazienti paralitici”. Per adesso i risultati rendono la macchina ancora poco utile per un’applicazione nel presente, ma nell’arco di due o tre anni, secondo le stime, le abilità di questo computer saranno migliorate, e potrebbero vedersi le prime, concrete applicazioni sul campo a favore di persone con vario genere di disabilità.

“Poter dare anche solo 30 o 40 parole ai pazienti affetti da paralisi significa migliorare sensibilmente la qualità della loro vita” prosegue ancora il prof. Greger.

Una notizia che fa ben sperare, dunque, per la salute di molte persone e che, comunque, dimostra ancora una volta come sia importante l’interazione tra tecnologia e ricerca per migliorare la vita dell’uomo non soltanto in virtù di ragioni economiche o ad esse strettamente legate, ma anche per dare possibilità a chi, purtroppo, per natura non ne ha o non ne ha più.

1 comment for “Inventato il computer che legge nel pensiero

  1. 2012-07-12 at 00:47

    Desideriamo informarvi dell’esistenza di sistema estremamente innovativo di interfaccia cervello-computer (BCI) ideale per persone affette da SLA, SM, miolesioni o altre patologie che provocano la perdita progressiva della capacità muscolare. E’ dotato di una piccola cuffia che estrae i segnali cerebrali e, senza raggi infrarossi trasmetterli ad un pc. Il sistema permette di comunicare migliorando l’autonomia personale e la qualità di vita: semplicemente con un battito di ciglia si può accedere ad internet o usare un telefono. Il costo del sistema abilitativo è contenuto (Euro 3.600): info@neuroread.it

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