In futuro la biometria per votare, pagare e controllare i nostri movimenti

La biometria è dunque il settore della biologia che misura e studia statisticamente i dati rilevati sugli esseri viventi, per trarne comparativamente classificazioni e leggi.
Ancora oggi la biometria trova la sua massima espressione in medicina, basti pensare ad un esame del sangue o ad una banale misurazione della temperatura o della pressione arteriosa per arrivare fino agli esami più specialistici, come ad esempio l’esame del D.N.A..
L’identificazione biometrica, o calcolo dei parametri fisici o comportamentali propri di un individuo basata sulla scansione di varie parti del corpo, è oramai quotidianamente utilizzata anche nell’ambito della sicurezza in quanto considerata il migliore strumento per verificare l’identità di un individuo.
Prepariamoci ad una nuova era di tecnologie atte a controllare i nostri movimenti, i nostri occhi e palmi delle mani. Il problema di identificare un modo univoco l’identità di una persona esiste da sempre.
Verso la metà dell’ottocento alcuni scienziati hanno iniziato a studiare e a misurare le caratteristiche fisiche e vitali degli organismi viventi, per utilizzarle come strumento diagnostico da associare alle tecniche di cura.
Nacque così la Biometria. Le più diffuse tecniche di identificazione biometria consistono nella valutazione di impronte digitali, geometria della mano, caratteristiche della voce, tratti somatici, caratteristiche dell’iride e della retina, dinamica di apposizione della firma.

La tecnologia oggi ci permette di poter adottare strumenti biometrici sempre più precisi ed economici, aprendo così nuovi mercati e nuove possibilità di utilizzo.

La 3M, società produttrice di congegni biometrici, sta investendo quasi 1 miliardo di dollari per la costruzioni di nuove tecnologie di autentificazione globale. La biometria è divenuta una tecnologia ampiamente riconosciuta in tutto il mondo, anche se problemi di privacy hanno costituito una barriera alla sua adozione in alcuni mercati. La tecnologia si sta muovendo verso le applicazioni mobili, con intenti più meno benevoli, l’utilizzo per le operazioni di voto, per il passaporto, per i pagamenti, per la salute e tanti altri ingegnosi servizi.

Il primo target dell’azienda è il mercato delle autorità, forze dell’ordine e altre istituzioni governative.

Il problema come anticipato all’inizio dell’articolo, rimane la privacy.

Il dubbio dell’utilizzo di tali acquisizioni  in modi che violano le norme della privacy, certamente rallenteranno lo sviluppo in ambito civile.

Ma cosa è esattamente la biometria?

Biometria: è il ramo della biologia che studia i problemi dell’ereditarietà e dell’evoluzione degli individui e delle specie avvalendosi di modelli matematici e statistici (tratto da Zingarelli)  L’identificazione biometrica è pertanto l’identificazione di un organismo vivente per il tramite di precisi parametri fisici. Per stabilire l’identità di una persona vengono messe a confronto le caratteristiche rilevate ed i dati biometrici registrati in precedenza.

Ma la biometria non è di certo una novità. Nelle indagini di polizia è la chiave per individuare l’autore di un crimine. Le principali caratteristiche biometriche sono le impronte digitali, la firma, le caratteristiche somatiche, l’iride, la voce ed il DNA.

Tutte le procedure biometriche lavorano sulla base del riconoscimento di un campione. Grazie ai continui progressi nell’incremento della potenza dei computer il riconoscimento delle caratteristiche biometriche, per lungo tempo prerogativa dell’uomo, può essere delegato anche a sensori ed apparecchiature.

Per quanto concerne le impronte digitali vengono utilizzati sensori capacitivi, ottici o termici. Tutte le altre caratteristiche, se tralasciamo gli esami di laboratorio per il DNA, vengono rilevate per mezzo di telecamere.

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