Sconfiggere la malaria con le tecnologie ora si può

La malaria puo’ essere eliminata da parecchi paesi africani anche con le attuali tecnologie. Basta che siano applicate con costanza e in maniera estensiva. Lo dimostra uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori britannici. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Public Library of Science (PLoS) Medicine, rappresentano le conclusioni del progetto Transmalariabloc (“Blocking malaria transmission by vaccines, drugs and immune mosquitoes: efficacy assessment and targets”) che ha ricevuto finanziamenti per 3 milioni di euro in riferimento alla tematica dedicata alla salute del Settimo programma quadro (7/o PQ) pubblicati sulla rivista Cordis. Nel corso del decennio scorso c’e’ stato un considerevole impegno per ridurre la trasmissione di questa malattia in Africa. Tuttavia, e’ difficile determinare con esattezza l’efficacia degli interventi specifici. Sebbene numerosi paesi abbiano riferito di una diminuzione dei casi di trasmissione della malaria, questa patologia, che ha esisto mortale, continua a rappresentare un problema molto grave.
Secondo lo studio, meta’ della popolazione mondiale corre il rischio di contrarre la malaria, una malattia, questa, che costa annualmente la vita a quasi un milione di persone solo nell’Africa sub-sahariana. Il Plasmodium falciparum, il protozoo parassita della specie Plasmodium che causa la malaria negli esseri umani, viene trasmesso dalle zanzare Anopheles, insetti che pungono (e iniettano i parassiti mortali) soprattutto nelle ore serali. Con l’ausilio di un modello di simulazione avanzato, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che l’uso capillare e prolungato di zanzariere impregnate di insetticida unito alle terapie di combinazione con i derivati dell’artemisinina (ACT) permette di ridurre la presenza dei parassiti fino all’1% nelle zone caratterizzate da una trasmissione della malaria da lieve e moderata che vedono le zanzare prediligere gli ambienti chiusi. Il modello di simulazione individuale contemplava tre specie di zanzare e la prevalenza del P. falciparum (malaria maligna) in 34 regioni africane con livelli di trasmissione del parassita malarico diversi. I ricercatori hanno esaminato gli effetti dell’adozione delle terapie ATC, dell’adozione di zanzariere impregnate di insetticidi, del costante utilizzo delle stesse, del trattamento con insetticidi degli ambienti interni (indoor residual spraying), della stagione, del monitoraggio di massa e del trattamento di aree con livelli di trasmissione lievi, moderati ed elevati.(agi)

Cosa è la malaria e come si manifesta
La malaria è una malattia febbrile ed acuta, diffusa dal morso della zanzara Anophele femmina che è stata infettata dal parassita malarico. È una infezione, dovuta a un protozoo, trasmessa agli esseri umani attraverso la puntura delle zanzare di solito tra il tramonto e l’alba.
La malaria umana è causata da quattro specie diverse di parassita che prendono il nome collettivo di Plasmodium: P. Falciparum, P. Vivax, P. Ovale, P. Malariae. Il parassita della malaria non è un batterio e non è un virus.
È una forma di vita di unicellulare sofisticata come le cellule dei nostri corpi. È l’opposto delle nostre celle immunitarie: passando da persona a persona tramite le punture delle zanzare il parassita assume un “travestimento” diverso ad ogni infezione, evitando il sistema immunitario della vittima e molte delle precedenti esperienze malariche che questa può aver subito.
In breve, il parassita ha perfezionato il trucco, in milioni di anni e trilioni di infezioni, di tendere imboscate tutte le volte, come se fosse il primo attacco, per questo è difficile trovare un vaccino.

Non tutti quelli che vengono infettati dal parassita si ammalano, alcuni sono portatori sani. Una zanzara può succhiare sangue da un portatore sano, ed alcune settimane più tardi, emettere il parassita in un’altra persona che può essere più vulnerabile. In molti paesi dell’Asia, dell’area mediterranea orientale e del Sud America dove c’è malaria, le aree urbane principali sono libere dalla trasmissione della malattia, sebbene questo non sia necessariamente vero nelle loro periferie o nelle aree urbane principali dell’Africa e dell’India.
Mentre vi è comunemente molto meno rischio di contrarre la malaria ad altezze superiori ai 1.500 metri, la malattia può manifestarsi, in condizioni climatiche di caldo, fino ad altezze superiori ai 3.000 metri. I1 rischio di infezioni può anche variare secondo la stagione. Le donne incinte sono la preda più facile della malaria. Ecco perché non bisogna mai fermarsi enllo studio e nelle ricerca per debellare o almeno limitare questa malattia.

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