Ricavare energia termica dall'acqua della doccia per risparmiare aiutando l'ambiente

Utilizzare le energie rinnovabili è molto importante. Su questo principio si basa la doccia che riscalda l’acqua progettata dall’azienda cinese Haier, che ha voluto realizzare un’invenzione in grado di valorizzare una risorsa importante, quale a buon diritto può essere considerata l’acqua. L’innovativa doccia si chiama Powerpad e sfrutta un meccanismo molto particolare e di nuova concezione: attraverso l’energia cinetica e il calore che normalmente vengono prodotti dall’acqua durante la doccia, il sistema è in grado di trasformarli in energia per riscaldare la stessa acqua del bagno. Ovviamente con questo processo si ha un notevole risparmio di energia che altrimenti dovrebbe essere fronita per riscaldare l’acqua per usi sanitari. Si tratta infatti di un’idea formidabile che rappresenta una strategia essenziale in termini di consumo critico. Allo stesso tempo il meccanismo messo in atto da Powerpad è in grado di garantire un impatto zero a livello ambientale, perché si basa su un recupero di risorse per la produzione di energia, con un impatto ambientale che può essere considerato davvero molto ridotto.
L’azienda afferma che attualmente con le tecnologie attuali è possibile garantire il recupero del 15% dell’energia ma che migliorando le tecniche, approfondendo gli studi e le tecnologie utilizzate è possibile migliorare le performance per arrivare al 30%.

Tra sei settimane l’invenzione sarà immessa sul mercato. Utilizzare l’energia dell’acqua prodotta dal flusso in caduta è possibile grazie all’impiego di specifiche tecnologie, che ci fanno comprendere come si può attuare uno sviluppo sostenibile di tutto rispetto.
Provvedere al rispetto dell’ambiente anche con le azioni della vita quotidiana è un obiettivo primario che deve coinvolgere l’impegno delle collettività anche con l’uso delle tecniche adeguate allo scopo.

1 comment for “Ricavare energia termica dall'acqua della doccia per risparmiare aiutando l'ambiente

  1. Tiberio Simonetti
    2014-07-14 at 20:24

    INTRODUZIONE AL PROGETTO DI UN IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA
    MECCANICA CHE HA COME APPORTO ENERGETICO SOLO ACQUA O ARIA A
    TEMPERATURA AMBIENTE
    Si vuole prima di tutto evidenziare le potenzialità del fluido acqua a temperatura ambiente. Ad
    esempio, è possibile considerare una temperatura media annua intorno ai 20 °C se il liquido
    riempie una vasca munita di opportuni assorbitori montati verso l’esterno.Ora un kg d’acqua a 20 °C
    può cedere all’impianto (il sistema ha all’interno come fluido vettore aria liquida a 130 Kelvin) 15
    Kcalorie, (diminuizione di temperatura da 20 a 5 ° C ) che corrispondono grosso modo a 63 KJolul /
    sec, ed è come se un impianto Solare termodinamico concentrasse la bellezza di 63 specchi di 1,2
    metri quadrati ognuno (per un totale di 63 kw) su un volume di 1 dm cubo, sapendo che il Sole
    irradia 1000 w / sec su un metro quadrato di superficie. In questo modo il ricevitore montato nella
    zona del fuoco parabolico fonderebbe nel giro di pochi secondi.
    La nostra mente, purtroppo,abituata allo studio ed al funzionamento degli impianti a carbone, gas o
    petrolio mal interpreta un’idea che basa la sua teoria sull’uso dell’energia prodotta assorbendo
    energia termica ambiente.
    Vorrei fare un paragone adesso, tra un impianto a vapore ed un impianto ad aria liquida. Nel
    vapore il fluido vettore è appunto l’acqua che deve essere prima vaporizzata e poi surriscaldata ad
    una temperatura almeno di 400 ° C per renderla simile ad un gas. Per poter operare in questo modo
    sono necessari alti valori energetici prelevandoli dal carbone. Ora è vero che se scegliamo come
    fluido vettore l’acqua che ha una temperatura CRITICA di 374 ° C è necessario per forza usare
    carbone, mentre tutta questa energia potrebbe non essere necessaria se al posto dell’acqua venisse
    usata ARIA LIQUIDA. Quest’ultima infatti ha TEMPERATURA CRITICA pari a 132,7 Kelvin
    ( circa 140 °C sottozero) ed una eventuale passaggio di stato da liquido a gas potrebbe essere
    effettuato usando solo escusivamente energia termica ambiente (estraendola in questo caso
    dall’acqua o se si vuole anche dall’aria esterna).Il superamento della temperatura critica, renderebbe
    il fluido incomprimibile se racchiuso in uno spazio molto ristretto, (spazio precedentemente
    occupato allo stato liquido) sviluppando pressioni tali da rompere il contenitore metallico in cui è
    racchiuso, comportandosi come una bomba ad orologeria. L’esempio adesso descritto è del tutto
    simile ad un impianto Solare termodinamico ad alta concentrazione in cui l’energia radiante
    converge su un punto e cede energia al fluido all’interno del concentratore. Ma anche l’acqua (che
    ha assorbito energia dal Sole) cede energia al fluido criogenico, mettendolo in condizioni di
    sviluppare energia di pressione per centinaia di atmosfere.
    Tornando allora all’acqua contenuta nella vasca è intuibile che la cessione di 15 kcal /sec ad un gas
    criogenico liquido, è una potenza rilevante se proporzionata al volume in cui è contenuta (volume di
    1 kg di aria liquida = 1,14 dm cubi). Se poi, il ricevitore criogenico (che assorbe energia
    scambiando con l’acqua esterna) dell’impianto è a 143 °C sottozero e la cui temperatura critica vale
    ad esempio 132,7 Kelvin, possiamo programmare all’inizio lo sviluppo di una pressione intorno alle
    300 Atm ( ma se si vuole se ne possono ottenere anche 600 senza alcuna spesa energetica, infatti lo
    sviluppo della pressione all’inizio del ciclo viene decisa in base al volume che il fluido occupa nello
    stato liquido quando ha già superato la barriera della valvola di non-ritorno) ed una espansione
    isobara all’inizio, isotermica durante (a 293 Kelvin), ed infine adiabatica, con produzione di lavoro
    positivo (con energia assorbita dall’ambiente) superiore di ben 3 volte a tutta l’energia negativa
    necessaria affinchè il fluido vettore torni di nuovo allo stato liquido.
    Il progetto rispetta ampiamente il II° principio termodinamico in quanto ha un generatore di energia
    a temperatura ambiente ed un pozzo a circa 153° C sottozero perfettamente isolato. Il gas
    all’interno del pozzo assorbe prima l’energia di liquefazione (entalpia residua + energia ed attriti
    della compressione isotermica, come in un normale condensatore di vapore nelle centrali a vapore)
    essendo questo ad una temperatura iniziale di 120 Kelvin, e poi restituisce la quantità di calore
    all’aria, quando questa, essendo di nuovo entrata nel settore di inizio espansione, ha bisogno di
    energia per espandere.Il gas per fare questo, effettua prima una compressione adiabatica-isotermica
    fino ad una temperatura di 150 Kelvin CEDENDO UNA PARTE DELL’ENERGIA DI
    COMPRESSIONE ALL’ARIA LIQUIDA ed essendo questa ancora a 130 Kelvin riprenderà tutto
    il calore ceduto nella liquefazione (sbazo di temperatura tra i 150 K ed i 130 K dell’aria liquida). Il
    gas poi alla fine, effettuerà un’espansione adiabatica (espansione su una turbina adiabatica creando
    lavoro positivo e quindi un ulteriore raffreddamento del fluido) , restituendo parte dell’energia usata
    per la sua compressione, e terminerà con una temperatura di 2 / 3 Kelvin inferiore alla temperatura
    di partenza.
    E’ sempre e solo una questione di ENERGIA RADIANTE IN TRANSITO. Se batte sulla sabbia del
    deserto è reirradiata quasi istantaneamente, se batte su un impianto fotovoltaico si trasforma in
    energia elettrica, mentre se batte sull’acqua può essere trasformata in energia meccanica con il
    movimento di una turbina. Il conto energetico andrà alla pari, quando l’energia fotovoltaica o quella
    meccanica si saranno trasformate di nuovo in energia termica ambiente che verrà espulsa verso gli
    strati più alti della nostra atmosfera. Le macchine elettriche che cederanno energia termica
    all’ambiente AUMENTERANNO LA VELOCITA’ con cui questa si propagherà verso l’esterno,
    mentre l’acqua che apporta energia primaria all’impianto dovrà recuperare calore dall’energia
    radiante del Sole.
    Per dare una proporzione tra potenza sviluppata e volume occupato è possibile fare un calcolo di
    massima : una stanza lunga 10 metri, alta 2 e larga 5 (ossia 100 metri cubi) può contenere un
    impianto da 1000 kw / ora elettrici. In sostanza vengono prodotti 10 kw per ogni metro cubo di
    volume occupato.
    Cordiali saluti da : Tiberio Simonetti;cell:328 18 32 905 ;sito: http:/www.fabiomarsole.altervista.org

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