Il CNR presenta spin, centro di ricerca supertecnologico

Il Dipartimento Materiali e Dispositivi del CNR presenta l’Istituto Spin, neo costituita struttura di ricerca del Cnr dedicata a ricerche avanzate nel campo della superconduttività e della fisica e tecnologia dei materiali innovativi, che sarà presentata ufficialmente giovedì 10 e venerdì 11 giugno a Genova, città che ospiterà la sede istituzionale dell’Istituto (Villa Balbi Brignole, Corso F. M. Perrone 24). Spin è in realtà una struttura diffusa sul territorio italiano: raccoglie le eccellenze scientifiche in quattro sedi tra Genova, Napoli, Salerno e L’Aquila.
SPIN raccoglie le eccellenze scientifiche del nostro Paese nel campo dei materiali superconduttori e altri materiali ‘di frontiera’ per dispositivi elettronici e per l’energetica, conducendo studi sia di tipo teorico sia di tipo sperimentale orientati allo sviluppo di micro e nano dispositivi elettronici superconduttori e dispositivi innovativi basati su ossidi e su materiali organici e nanostrutturati.
Ne sono esempi il progetto MagDrive, cui partecipano ricercatori genovesi con altri gruppi europei di SPIN volto alla realizzazione di componenti magnetici e superconduttivi per motori caratterizzati da durata eccezionale, utili per applicazioni robotiche e spaziali e il progetto europeo MAMA (MAteriali Multifunzionali Avanzati) che coinvolge i ricercatori di SPIN delle sedi di Napoli e Salerno rivolto allo sviluppo di materiali multifunzionali avanzati basati su ossidi per dispositivi elettronici di futura generazione. «Ci sono nuovi materiali superconduttori che sembrano tutti molto promettenti e di possibile rilevanza applicativa», spiega Carlo Ferdeghini, delegato per Genova di Spin. «Per esempio studiamo materiali ossidi dalle temperature ridotte per le cosiddette fuel cell, celle a combustibili, sistemi che servono per trasformare l’energia oggi difficili da usare perché lavorano appunto ad altissima temperatura». Altri materiali studiati dai ricercatori di Spin vengono applicati nel campo del trasporto di energia, come quelli per alimentare cavi superconduttori raffreddati utilizzati per alcuni treni superveloci giapponesi; o ancora i sistemi smes, che immagazzinano grandi quantitativi di energia magnetica poi rilasciati in brevissimo tempo, utili ad esempio per stabilizzare falle della rete elettrica. “Con la costituzione di SPIN a Genova il CNR mira a valorizzare al meglio le competenze e le dotazioni strumentali disponibili, ad attivare sinergie ancora parzialmente inespresse e a garantire il raggiungimento di una adeguata massa critica che renderà SPIN il punto di riferimento per la ricerca e il trasferimento tecnologico nei settori in cui opera” afferma il direttore di Spin Ruggero Vaglio, fisico napoletano tra i più autorevoli punti di riferimento a livello nazionale nel settore della superconduttività.
Il convegno del 10-11 giugno vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del CNR Luciano Maiani, del Direttore del dipartimento Materiali e Dispositivi del Cnr Massimo Inguscio, di ricercatori e dirigenti di ricerca coinvolti nelle attività di Spin, e di rappresentanti del mondo industriale e istituzionale genovesi quali Fabrizio Ferrari, Presidente del Gruppo Piccola Industria di Confindustria Genova, oltre che di rappresentanti della Regione Liguria. Nei corridoi di Spin si lavora anche a progetti alternativi, come alcune prove per realizzare pannelli fotovoltaici a bassissimo costo. Gennaro Romano, il ricercatore a contratto che segue questo studio aiutato da un collega indiano, spiega come: «Utilizzando la tecnica ink jet delle comuni stampanti a getto d’inchiostro. Non è una tecnica nuova quella di stampare a getto, ma la novità sta nel realizzare l’intero pannello solo con questa tecnica». Per ora si stampa in A4, ma non è detto che le nuove stampanti non provino a creare fogli grandi come un pannello. In alternativa, il primo prototipo potrebbe tentare di stampare pannelli grandi quanto piastrelle da 16 centimetri per lato, che unite insieme vanno a comporre un grande pannello. Ma la vera novità studiata da Romano e dal professore di fisica Sergio Siri, inventore della tecnica e associato di Spin, è quella della coprecipitazione: «Si utilizzano due cartucce, in una si mette nitrato di argento (un sale che costa pochissimo) e in un altro acido ascorbico (la comune vitamina C) e stampando prima con una e poi con l’altra si provoca la precipitazione dell’argento», spiega il ricercatore. Dunque a partire da elementi che costano poco è possibile riuscire a ottenere pannelli fotovoltaici a costo inferiore.(mgenergy.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *