Il gruppo di nanoelettronica dell’università di Udine entra nel progetto nano function

Il gruppo di nano elettronica della facoltà di Ingegneria dell’università di Udine è entrato a far parte del progetto europeo Nano-Function, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Settimo programma quadro 2007-2013. Il progetto coinvolge un network internazionale costituito da 15 partner, cui partecipano, con l’università di Udine, alcuni tra i maggiori centri di ricerca pubblici e privati europei del settore. L’obiettivo è lo sviluppo di nuove applicazioni delle tecnologie micro e nano elettroniche e la realizzazione di innovativi componenti che, sfruttando proprio le capacità di progettazione e realizzazione di piccoli oggetti intelligenti tipiche di queste tecnologie, possono significativamente ampliare il campo di applicazione dell’elettronica finalizzata al miglioramento della qualità della vita.
In particolare, Nano-Function svilupperà quattro filoni di ricerca. La realizzazione di sensori leggeri e compatti con svariate possibilità di applicazione, come, ad esempio, i “nasi elettronici” in campo alimentare per il controllo della qualità o la rilevazione di frodi. Nuovi materiali e dispositivi capaci di raccogliere nell’ambiente luce diffusa, vibrazioni, onde elettromagnetiche, sviluppando così circuiti elettronici che non hanno bisogno di batterie o fili per funzionare. Ancora, lo studio di sensori basati su dispositivi elettronici filiformi, integrabili in circuiti segnaletici, per applicazioni di monitoraggio e diagnostica in campo ambientale, biologico e medico (sensori di gas, materiale biologico, ecc.). Infine, lo sviluppo di tecnologie miniaturizzate per consentire ai microchip di comunicare via radio con bassa potenza e basso consumo energetico e la realizzazione di celle miniaturizzate per raffreddare piccoli componenti elettronici.
L’ingresso nel neocostituito network, «oltre a confermare la capacità del nostro ateneo – sottolinea Luca Selmi, docente di elettronica alla facoltà di Ingegneria dell’università di Udine – di produrre ricerca e innovazione ai massimi livelli nel settore dell’elettronica», avrà importanti ricadute sulla didattica «costituendo un ulteriore stimolo – spiega Selmi – per mantenere all’avanguardia i contenuti dei corsi di studio, le idee per progetti didattici rivolti agli studenti e per innovative tesi di laurea, proponendo costantemente aggiornamenti all’avanguardia in un settore che è in continua e tumultuosa evoluzione».
Il coordinamento di divulgazione dei risultati di ricerca del progetto Nano-Function è affidato a Sinano, la rete europea di eccellenza nel campo delle nanotecnologie al silicio, nata nel 2004 e finanziata dall’Ue, di cui fa parte l’ateneo friulano insieme a una quarantina di istituti di ricerca di eccellenza nella microelettronica.
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