Rivoluzionaria idea sul fronte energetico: il cappotto attivo riscalda anche le abitazioni meno efficienti

Non solo investire su sistemi innovativi di produzione energetica, ma anche sperimentare direttamente i vantaggi dell`utilizzo delle “tecnologie verdi: l’innovazione, promossa dal Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste in collaborazione con Stp Srl, azienda insediata nel Parco scientifico, trasforma in pratica un intero edificio in un accumulatore termico. è la nuova sfida di Area Science Park di Trieste che si accinge a indossare un “abito ecologico, seguendo un percorso che prevede anche l`uso di fonti energetiche rinnovabili all`interno del Parco scientifico.

Il “cappotto attivo” è un sistema innovativo di diffusione di caldo e freddo dall’esterno all’interno dell’edificio. Esso svolge, quindi, contemporaneamente una funzione di coibentazione termo-acustica, come le soluzioni oggi in commercio, ma in più prevede la completa eliminazione degli impianti tradizionali di riscaldamento e raffrescamento.

I ricercatori sono partiti dal classico isolamento a cappotto per mettere a punto una tecnologia a basso impatto ambientale in grado di ridurre drasticamente le dispersioni di calore invernali e l’eccessivo riscaldamento estivo, e di facilitare la diffusione di caldo e freddo dall’esterno all’interno.

È stato così elaborato un Piano energia, articolato in diversi progetti, da applicare agli edifici dei campus di Padriciano e Basovizza che verranno letteralmente “vestiti” di tecnologie che mirano a migliorare la gestione energetica in diversi ambiti.

Quello del cosiddetto “cappotto attivo” è attualmente in fase di brevettazione. Oltre alla funzione di isolamento termoacustico, il cappotto permette la completa eliminazione degli impianti tradizionali di riscaldamento e raffrescamento, consentendo risparmi energetici ed economici di gran lunga superiori alle tecnologie oggi disponibili.
Passando alla produzione di acqua calda, un sistema di pompe di calore innovative sarà in grado di produrre acqua a temperatura superiore a 75°C, sostituendo le caldaie senza rifare gli impianti preesistenti.

I vantaggi sono molteplici, dal rinnovo totale dell’impianto senza necessità di interventi edili all’interno dell’edificio ai benefici sul comfort ambientale,alla  drastica riduzione della quota parte di dispersioni invernali e di carichi termici estivi dovuta alla trasmissione del calore attraverso le pareti verticali opache disperdenti esterne e all’  eliminazione dei ponti termici.

La necessità di un continuo ricambio d’aria in alcuni luoghi come laboratori e ospedali ha ispirato il progetto il recupero energetico da cascame d’aria esausta, che consente, invece, di recuperare sempre il massimo dell`energia indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.
A sperimentarlo saranno i laboratori dell`ICGEB, Centro internazionale di ingegneria  genetica e biotecnologie. Dall’aria alla terra, sempre con l`obiettivo di valorizzare le risorse del territorio, per misurare e poi utilizzare le fonti di energia geotermica presenti.
Il progetto, geotermica ad alta entalpia, prevede di realizzare un programma dì analisi e prospezioni geologiche nei siti di AREA Science Park, per poi ingegnerizzare questa risorsa sul modello di siti pilota esistenti in Europa (Svezia, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Germania).

Ecco il video sul cappotto attivo ( stpellegrini.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *