Nuovi importanti impianti a biomasse a filiera corta

A Livorno un imprenditore del settore forestale propone due piccoli impianti, a filiera corta, ciascuno da 500 chilowatt, da realizzare nei pressi di piattaforme per la raccolta di materiali di scarto di potature. Una si trova a Fauglia, nel Comune di Pisa, e una a Rosignano Marittimo. A proporle è il presidente del Consorzio di gestione delle risorse agro forestali delle Colline livornesi Andrea Costanzo. Tra le varie iniziative (principalmente c’è la gestione del boscato), ce ne sono alcune che riguardano l’energia. «Puntiamo alla diffusione di piccoli impianti per delocalizzare la produzione di energia elettrica perché sappiamo di poter contare su buone quantità di combustibile proveniente dai nostri boschi», spiega Costanzo.

Facciamo prima un po’ di chiarezza sul concetto di biomasse. Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria.

  • legname da ardere
  • residui agricoli e forestali
  • scarti dell’industria agroalimentare
  • reflui degli allevamenti
  • rifiuti urbani
  • specie vegetali coltivate per lo scopo

Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l’UE ha deciso di investire al pari dell’eolico.

I biocombustibili sono un’energia pulita a tutti gli effetti. Liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione ed una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili.

Le opere di riforestazione in zone semi-desertiche permettono di recuperare terreni altrimenti abbandonati da destinare alla produzione di biomasse e contemporaneamente migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Le piante svolgono infatti un’importante funzione di “polmone verde” del pianeta, riducendo l’inquinamento e l’anidride carbonica contenuta nell’aria. Le coltivazioni dedicate esclusivamente a produrre biomasse da destinare alla produzione elettrica non fanno eccezione a questa naturale caratteristica delle piante.

Il fatto che l’energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un’ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico.

La Finlandia rappresenta l’esempio più calzante per descrivere l’importanza delle biomasse e le possibilità di utilizzo. Gran parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell’industria finlandese sono destinati alle centrali termiche per produrre energia dalle biomasse. Evitando in questo modo di dover stoccare gli scarti in discariche o pagare per il loro incenerimento.

Quello che un tempo era un costo da sostenere si è oggi trasformato in un’opportunità da non perdere e da sfruttare per produrre preziosa energia elettrica.

Va comunque fatta attenzione al concetto di biomassa, per non confonderlo con quello della termodistruzione dei rifiuti. Le biomasse sono esclusivamente scarti di origine vegetale e non vanno confusi con i rifiuti delle attività umane. Per ridurre l’impatto ambientale è inoltre necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani.

Secondo i dati raccolti da Greenway, nel territorio livornese sono disponibili circa 40 tonnellate di materiali adatti ad alimentare le centrali a biomasse: dagli scarti legnosi, ai residui forestali, al cippato. Una soluzione, insomma, che nel rispetto delle filiera corta, potrebbe fornire energia e limitare drasticamente il conferimento in impianti lontani dal luogo in cui vengono prodotti i rifiuti.

Il progetto infatti, prevede che i materiali vengano bruciati nei siti di raccolta: due piattaforme collocate in una zona al confine tra il comune di Collesalvetti e di Fauglia, e a Rosignano Marittimo, in località Le Spianate. Per la prima, è già stata avviata la procedura di autorizzazione negli uffici della Provincia di Pisa, per la seconda invece, non c’è ancora un’istanza formale. L’energia prodotta verrà venduta al gestore nazionale e nel caso di Rosignano ci sarebbe la possibilità di cederla, sotto forma di energia termica, agli stabilimenti agroalimentari presenti nel circondario.

Non è l’unica idea di Costanzo. Nei mesi scorsi, attraverso la Provincia di Livorno, Greenway si è aggiudicato un bando del ministero dell’ambiente. Il finanziamento è legato a un progetto per il riscaldamento con caldaie alimentate a cippato, per l’eremo della Sambuca e per Villa Cristina, oggi utilizzata come base operativa degli scout.

«Le due strutture, opportunamente restaurate, potrebbero essere utilizzate per le scuole o per ospitare chiunque voglia conoscere, in gruppi organizzati, il patrimonio ambientale del Parco delle Colline livornesi, nel quale i due edifici sono compresi» spiega Costanzo.

Nel progetto presentato, Greenway ha previsto anche il trasferimento delle scolaresche con autobus elettrici. Ma non c’è tempo da perdere perché i soldi non ci sono tutti (il ministero garantirà solo il 50% dell’investimento) e una buona parte deve essere ancora trovata.

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