Sensori e microchip nei palloni da calcio

Il presidente della Fifa, Sepp Blatter, in una dichiarazione esclusiva concessa alla CNN, si è detto favorevole all’introduzione di tecnologie video sulla linea di porta, ma solo a patto che il dispositivo tecnico «sia accurato e non complicato».
L’introduzione della tecnologia in campo è stato uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni. Mentre negli Stati Uniti è accettata in molti altri sport, dal basket all’hockey, nel calcio la moviola “regolamentare” è sempre stata respinta dalla Federazione internazionale. Molte le motivazioni, la più diffusa delle quali riguarda l’impossibilità di dotare tutti gli impianti di calcio di tecnologie adeguate.

Il presidente della Fifa aveva recentemente difeso la posizione dell’International Football Associaton Board (Ifab), che si era espresso, nel marzo scorso, contro l’impiego di eventuali «aiuti tecnologici» per gli arbitri, sostenendo che non potrebbero ancora essere sviluppati a livello globale. Dopo i contestati episodi del mondiale 2010 in Germania-Inghilterra e Argentina-Messico, la CNN ha diffuso oggi questa dichiarazione «esclusiva» di Blatter. Blatter ha precisato che le porte della Fifa sono aperte da questo punto di vista. «Ma gli attuali sistemi offerti, con tutto il rispetto per le società (che li hanno sviluppati), sono complicati e non sono certi al cento per cento» ha precisato. (tutto sport)

E allora facciamo un po’ il punto della situazione sullo stato dell’arte di questa tecnologia.

Una invenzione del 2007 consisteva nel realizzare dei palloni speciali, con al loro interno un microchip (distribuito in dodici punti all’interno di una camera d’aria trasparente) che consentiva di stabilire con precisione se la sfera ha varcato del tutto o meno la linea di porta.in questo modo in tempo reale il risultato  viene comunicato all’arbitro e agli assistenti, i quali sul quadrante di un orologio potranno vedere comparire un messaggio visivo con la scritta gol se il pallone ha varcato la linea di porta. Il microchip all’interno del pallone ha autonomia di sette ore e ne servono due per ricaricarlo. Questa invenzione è stata accantonata da tutti gli organi competenti  che finora sono risultati restii all’utilizzo della tecnologia in campo.

Una’altra soluzione era stata sperimentata nella stagione 2006 dalla società di calcio Udinese,  che fece partire, in via di sperimentazione, un sistema fatto di telecamere, sensori e impulsi in grado di aiutare l’arbitro a indicare se il pallone è entrato in porta o meno. Il progetto prevedeva sei telecamere molto sofisticate (poste sulla linea di porta in alto, a sinistra e a destra delle tribune), apparecchiature che riescono a dividere i fotogrammi in maniera elevatissima, consentendo così in tempo reale di poter verificare se il pallone varchi effettivamente la linea di porta o meno. Le immagini venivano quindi elaborate da un sistema, che invia poi un impulso all’arbitro.

In Inghilterra fu fatto un tentativo analogo, e chissà come sarebbe servito in questa edizione dei mondiali poprio alla formazione di Sir Capello. in Premier League si stava pensando di adottare l’utilizzo della tecnologia per i casi dei cosiddetti ‘gol fantasma’ e, eventualmente, per i fuorigioco e i falli da rigore. Secondo quanto riporta il quotidiano ‘The Guardian’ nel mese di dicebre 2006, la lega calcio britannica a gennaio 2007 avrebbe presentato un dossier alla Fifa contenente le valutazioni in merito all’utilizzo della ‘moviola in campo’. La decisione veniva presa dopo il susseguirsi di polemiche legate agli arbitraggi con lamentele arrivate da diversi manager della Premiership.

Nessuna di queste innovazioni è mai stata presa seriamente in considerazione dagli organi competenti, venivano solo viste come il frutto di intuizioni da parte di scienziati e ricercatori ma non se ne avvertiva mai un concerto vantaggio dal loro utilizzo. Forse ora che i fatti sono successi in un mondiale e soprattutto ora che ad essere state danneggiate siano state formazioni molto quotate le cose cambieranno.

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